Conosco un'essenza
assai vicina
a ciò che vorrei
In quel luogo, pareti nere.
Gli anelli mi penetrano i polmoni
e mangio la Luna,
mentre legge uno straniero
il pensier mio
Salvezza alcuna
per chi vede in me.
Si chiudono oscuri portali
al mio cospetto.
Gocce acide a seguir del nulla
disintegrano il bagliore, tanto noto
Vergogna, che chiaror donavi
al covo di piantine
malato e zoppicante
che con firme sentenzia.
La tua opra solenne
sarìasi svolta in tempi ormai fecondi,
per error tuo di percezione
O per un gioco ostile e saccente
di chi trascura i fili,
pur essendo adorato
nel covo di piantine
Potrei ora, cortesemente, parlare?
assai vicina
a ciò che vorrei
In quel luogo, pareti nere.
Gli anelli mi penetrano i polmoni
e mangio la Luna,
mentre legge uno straniero
il pensier mio
Salvezza alcuna
per chi vede in me.
Si chiudono oscuri portali
al mio cospetto.
Gocce acide a seguir del nulla
disintegrano il bagliore, tanto noto
Vergogna, che chiaror donavi
al covo di piantine
malato e zoppicante
che con firme sentenzia.
La tua opra solenne
sarìasi svolta in tempi ormai fecondi,
per error tuo di percezione
O per un gioco ostile e saccente
di chi trascura i fili,
pur essendo adorato
nel covo di piantine
Potrei ora, cortesemente, parlare?

Commenti
non sono molto brava ad entrare nel senso profondo delle cose, ma credo che ci sia molto da scoprire nei tuoi bellissimi versi.
Un caro saluto da Ibla.
..a mio modo invece se si scrive sotto il.diluvio non sempre si resta inascoltati ...un saluto e oltre i commenti ti dico che il tuo scrivere non passa invano almeno da questa parte
Pareti nere, portali, qualcuno che tira i fili di noi burattini...
Piaciuta, un saluto
e grazie del commento.