Icone di rinascita (In ricordo delle Torri gemelle)
11 settembre 2001,
solito bar
solite amiche di studio
attorno note melodiche dalla tv
pausa caffè e quattro chiacchiere,
abbracci per noi studentesse universitarie.
Si parlava con impeto e profondità
di libertà e meritocrazia
tra i nostri perché e i troppi però
con tenacia di speranza e possibilità
con determinazione nel voler cambiare
questo mondo che ancora oggi non va.
Chine sui libri per i consueti esami
con sete di cultura in cerca di una cura
per disonestà e povertà d’animo umano
visto come terra non del tutto arida
luogo incolto dove piantare semi
d’amore e onestà, fratellanza e gioiosità.
Fragore irruppe nella musicalità
fermando battiti armoniosi
occhi increduli pieni di perché
neri uccelli d’ali di ferro
suicida su emblemi di vita
laboriosa e florida.
Strida di avvoltoi dal cielo
strade coperte da tappeti di carne
corpi inermi, inceneriti
frammenti di dignità scalfita
brandelli d’orgoglio ferito
sull’asfalto rosso sangue.
La morte ogni elemento lacerò
in cielo e terra con la sua falce
però non tutto portò via
albero di pero spuntò dalle macerie
braccia e corpo suoi dilaniati
ma pur sempre vivo.
Vent’anni sono trascorsi già senza Torri
Ground Zero ora c’è assieme al Survivor Tree
simbolo di resistenza e forza della vita
icone di rinascita per chi s’era visto
messo in ginocchio schiacciato
da supremazia di stolti e meschini.
Acqua pacata in vasche dorate suona
per nomi incisi su tiepide targhe bronzee
col suo lento scrosciare fa da cornice
a voci portate dal vento ad abbracciare
in quel funesto dì che ogni anno torna
occhi che odio non vogliono più guardare.
11 settembre 2001,
solito bar
solite amiche di studio
attorno note melodiche dalla tv
pausa caffè e quattro chiacchiere,
abbracci per noi studentesse universitarie.
Si parlava con impeto e profondità
di libertà e meritocrazia
tra i nostri perché e i troppi però
con tenacia di speranza e possibilità
con determinazione nel voler cambiare
questo mondo che ancora oggi non va.
Chine sui libri per i consueti esami
con sete di cultura in cerca di una cura
per disonestà e povertà d’animo umano
visto come terra non del tutto arida
luogo incolto dove piantare semi
d’amore e onestà, fratellanza e gioiosità.
Fragore irruppe nella musicalità
fermando battiti armoniosi
occhi increduli pieni di perché
neri uccelli d’ali di ferro
suicida su emblemi di vita
laboriosa e florida.
Strida di avvoltoi dal cielo
strade coperte da tappeti di carne
corpi inermi, inceneriti
frammenti di dignità scalfita
brandelli d’orgoglio ferito
sull’asfalto rosso sangue.
La morte ogni elemento lacerò
in cielo e terra con la sua falce
però non tutto portò via
albero di pero spuntò dalle macerie
braccia e corpo suoi dilaniati
ma pur sempre vivo.
Vent’anni sono trascorsi già senza Torri
Ground Zero ora c’è assieme al Survivor Tree
simbolo di resistenza e forza della vita
icone di rinascita per chi s’era visto
messo in ginocchio schiacciato
da supremazia di stolti e meschini.
Acqua pacata in vasche dorate suona
per nomi incisi su tiepide targhe bronzee
col suo lento scrosciare fa da cornice
a voci portate dal vento ad abbracciare
in quel funesto dì che ogni anno torna
occhi che odio non vogliono più guardare.

Commenti
Grazie mille Tiziana.
Un caro saluto