Già osservandoti, o cesto prezioso
sento l'ebbro profumo del vimini
e le morte fogliette che cadono
mai sapranno dei frutti i destini.

E la mano, che 'l boia comanda
presto in caos la pace tramuta
strappa l'uva, e le pesche e le more
e men pieno il cestino ora appare.

Che crudele, tu braccio penoso!
Che per gola un massacro compisti,
Contrappasso tu meriteresti!

Tu bel cesto, or sai che io provo?
Pena immensa, al vederti 'sì morto.
E col pianto di già ti rièmpion.
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Profilo Autore: Alessandro Tcholi  

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