Quando io ti tenni la mano
quel giorno, il mio volto privo
di equilibrio recuperò l'armonia.
E io son conscio, tristemente,
che tal momento non fu altro
che uno scherzo d'occasione
che un vivace tocco apatico.
Ah, quand'è che il Sole, e l'Universo intero
volgeranno il verso ai miei favori,
e mi daranno anche un dito
di un'anima disposta ad amarmi?
In fondo, che male avrei fatto, io
a nascer sotto l'alba dell'osceno?
Ho forse scelto io la difficoltà
del percorso che in me non è che un travaglio?
Vorrei sbrigliare le mie dure catene
e librarmi in spazi vuoti e spensierati
e trovarti ancora lì, nella mia direzione
a osservare la mia nuova leggerezza.
E in quel ritrovo cosmico
nella sua grandezza e ordinazione
io spero di farmi vicino, e nuovamente
tenderti ancora la mano.
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Profilo Autore: Alessandro Tcholi  

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