E cadde una foglia sul viso infangato d'acque reflue e piscio di ratto.
Un corno vibrava nel vento incazzato ,
mentr'io seduto come distratto, 
contavo le gocce d'amaro del capo.
Crisi e paure, 
e ansie, 
e di colpo...
una lacrima scese senza far rumore
Sul sorriso contorto... 
È forse pazzia? 
Ma dentro era buio, poi lampi e agonia. 
Una semplice sera, 
tremore d'estate o forse di autunno.
Quando il mare è mosso, 
e aspetti il tuo turno...
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Fabrizio  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Fone
+2 # Fone 07-06-2022 10:58
Molto evocativa. Aspettare il proprio turno ed è tempesta, una attesa che già di per sé vuole dire molto, una mediocritas aurea che vuole attendere e osservare e così fondare scienza ma è poesia quindi di più di più
Fabrizio
# Fabrizio 07-06-2022 18:16
Grazie mille. Ad oggi, l'Inquietudine e l' attendere un qualcosa che non sai manco cosa è parte di un film che riguarda tante persone. Credo sia figlia dei nostri tempi.
Catilina
+1 # Catilina 07-06-2022 12:32
Intensa e totalizzante... Apprezzata...
Fabrizio
# Fabrizio 07-06-2022 18:11
Grazie mille!
Ealain
+1 # Ealain 10-06-2022 11:49
Cupa, angosciosa, piena di suoni e immagini rudi. Tutto quello che cerco da una bella poesia, bravissimo!
Fabrizio
# Fabrizio 10-06-2022 13:15
Grazie mille :-)

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.