Lo sguardo s'incrocia,
È fuoco su pelle.
Mi incateni con un gesto,
fatto d'ori e perle.
Io che ti stringo tra le braccia,
ma scivoli via.
Mi dici che l'amore è troppo,
per te agonia.
E ti rincorro nelle strade,
cado nei sampietrini.
La vita è un labirinto di facce,
di cuori infidi.
Noi come due pianeti:
lontani ma similari.
Ricordo che dicevi "tu sbagli!" e m'assimilavi.
E ora la città risplende,
ma il sole è opaco.
Qui solo sul muretto ripenso a cos'è stato.
La linea nella mano mi dice "non è la fine",
E chiudo con le lacrime, le ultime, ste cartine.
Perso nel vuoto, la gente mi passa sopra,
Mi chiede cosa ho fatto? Che ho detto? Dov'è la sposa?
Sei come miele amaro legato alle mie dita.
Ora sei ancora aria ma ossigeni un'altra vita.

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