In questo angolo di mondo 

un pezzetto di cielo inquieto 

ai miei occhi s’apre e finisce sul mare .

Pazientemente  una candida vela 

increspa l’acqua. 

Come vorrei prendere una boccata d’aria 

a pieni polmoni soffiare forte e 

portarla dentro una tempesta. 

Cosi che la stringo in un pugno

 quasi l’accartoccio con il palmo della mia mano

con un colpo secco e deciso afferro le ruote 

sferzo una tirata all’indietro

a non voler più guardare .

Ma un momento di cielo non è mai uguale all’altro ,

cosi che ritorno ai vetri 

apro la mia mano 

e la vela scivola cacciando il vento ,

sollevo gli occhi e in quel preciso istante

ogni cosa ha un senso 

un senso ha ogni cosa . 

Fuori la gente volteggia, corre, ha fretta, non  parla , 

non  guarda , sembra morta. 

Io dalla mia seduta scomoda, fra mille precipizi , 

maneggio con cura lo spazio  , non corro ,

 non ho fretta  e mi sento viva . 



(siamo tutti unici e splendidamente diversi cit.)
Poesia sulla diversità. 


 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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