In questo angolo di mondo
un pezzetto di cielo inquieto
ai miei occhi s’apre e finisce sul mare .
Pazientemente una candida vela
increspa l’acqua.
Come vorrei prendere una boccata d’aria
a pieni polmoni soffiare forte e
portarla dentro una tempesta.
Cosi che la stringo in un pugno
quasi l’accartoccio con il palmo della mia mano
con un colpo secco e deciso afferro le ruote
sferzo una tirata all’indietro
a non voler più guardare .
Ma un momento di cielo non è mai uguale all’altro ,
cosi che ritorno ai vetri
apro la mia mano
e la vela scivola cacciando il vento ,
sollevo gli occhi e in quel preciso istante
ogni cosa ha un senso
un senso ha ogni cosa .
Fuori la gente volteggia, corre, ha fretta, non parla ,
non guarda , sembra morta.
Io dalla mia seduta scomoda, fra mille precipizi ,
maneggio con cura lo spazio , non corro ,
non ho fretta e mi sento viva .
(siamo tutti unici e splendidamente diversi cit.)
Poesia sulla diversità.
