La poesia è un ospite ribelle:
non siede mai al posto che le avevamo assegnato.
La attendi alla porta e non bussa,
poi ti sorprende tra le righe di una sera qualunque,
scuotendo ciò che credevi immobile.
Ma non sono le parole a fare il miracolo,
perché le parole, da sole, sono gusci vuoti.
La vera sostanza abita in ciò che sentiamo,
nella geometria segreta dei nostri pensieri.
C’è una grazia rara nel trovarsi in equilibrio,
un centro difficile da mantenere, eppure vitale.
Perché è in quella quiete che tutto si chiarisce:
non possiamo offrire al mondo nulla di diverso
da ciò che, nel profondo, siamo già.
