Caro fratello,
lasciamo che il sarto ci dipinga
come il mondo vuole,
le nostre maschere ci difendono
almeno un poco da sopportare
i loro occhi che non vediamo.
Da sempre il nostro incedere
calpesta pensieri mai esistiti.
Non temere... non ci scalfiranno
se i nostri occhi saranno coperti
quanto i loro.
Eppure un taglio d'occhio,
la più inconsapevole e assurda iride,
ci trafigge,
c'immortala e d'odio ci schiaccia a terra,
aggrovigliati e stanchi,
gettati tra le nostre comprensioni.
Se avessimo la forza saremmo dei di questo mondo,
se solo non avessimo tesi abbastanza deboli
da annullare la nostra vita,
fino a non averci mai creduto,
a non essere mai esistita,
collezionisti di glorie spicciole
lasciamo per strada al primo passante
l'autentico seme della mela proibita.
La coltiverà a sua discrezione,
farà dei suoi frutti torte,
o appiccherà leggende per nuove religioni,
di sicuro farà torte...
Per illudersi di sorprendere
il prossimo commilitone.
Ci lascerà andare senza destini misteriosi,
né idee, né amore,
dissacrerà il nostro ennesimo diluvio universale
con un leggero pianto di sfogo.
Semplicemente, da uomo di mondo,
ci lascerà andare,
e fraterno per un secondo e mezzo,
voltandosi, ci saluterà...
Per sempre.
Caro fratello,
la nostra foto è uno stomaco che trabocca
con tutto il vuoto attorno a noi,
né d'odio o d'amore ci ha infestato la bocca,
ma ci ha reso eterni,
eterni padroni di un’eterna immobilità,
eterni padroni di tutta l'aria che non ci tocca
e che per sempre ci mancherà.
Pensare, di questi tempi, non è un motto
che valga la pena approfondire...
Basta uno sguardo per restare muti
e rifuggire il terrore
di sprecare nuove parole.
Basta una foto con le nostre maschere,
muti e vicini,
come ogni volta che il sole scende.
Per sempre.
lasciamo che il sarto ci dipinga
come il mondo vuole,
le nostre maschere ci difendono
almeno un poco da sopportare
i loro occhi che non vediamo.
Da sempre il nostro incedere
calpesta pensieri mai esistiti.
Non temere... non ci scalfiranno
se i nostri occhi saranno coperti
quanto i loro.
Eppure un taglio d'occhio,
la più inconsapevole e assurda iride,
ci trafigge,
c'immortala e d'odio ci schiaccia a terra,
aggrovigliati e stanchi,
gettati tra le nostre comprensioni.
Se avessimo la forza saremmo dei di questo mondo,
se solo non avessimo tesi abbastanza deboli
da annullare la nostra vita,
fino a non averci mai creduto,
a non essere mai esistita,
collezionisti di glorie spicciole
lasciamo per strada al primo passante
l'autentico seme della mela proibita.
La coltiverà a sua discrezione,
farà dei suoi frutti torte,
o appiccherà leggende per nuove religioni,
di sicuro farà torte...
Per illudersi di sorprendere
il prossimo commilitone.
Ci lascerà andare senza destini misteriosi,
né idee, né amore,
dissacrerà il nostro ennesimo diluvio universale
con un leggero pianto di sfogo.
Semplicemente, da uomo di mondo,
ci lascerà andare,
e fraterno per un secondo e mezzo,
voltandosi, ci saluterà...
Per sempre.
Caro fratello,
la nostra foto è uno stomaco che trabocca
con tutto il vuoto attorno a noi,
né d'odio o d'amore ci ha infestato la bocca,
ma ci ha reso eterni,
eterni padroni di un’eterna immobilità,
eterni padroni di tutta l'aria che non ci tocca
e che per sempre ci mancherà.
Pensare, di questi tempi, non è un motto
che valga la pena approfondire...
Basta uno sguardo per restare muti
e rifuggire il terrore
di sprecare nuove parole.
Basta una foto con le nostre maschere,
muti e vicini,
come ogni volta che il sole scende.
Per sempre.

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