Non posso sibilare nell'orecchio al vento
inutile, come dar da bere al mare
non posso sentire il peso dei mesi
quando vivo alla giornata
(ieri l'ho sepolto senza lacrime)
Passa il carretto dei gelati
nessuno che s'accalca
passa solo nella mia testa, resuscitato
anch'esso come il Lazzaro
(eterne le leggende delle genti)
Tu, donna, sotterrata male, a filo d'erba
fai spuntare pezzi tuoi a giorni alterni
tu mostri il viso un dì, l'altro le flessuose mani
poi le ginocchia tue, magre all'osso, quasi
(il pube ai giorni di riposo)
Passano e guardano oltre
nessuno si sgomenta, mai
passano nella mia mente ch'è scossa, per un attimo
poi torna a spazzolare tombe
(di giorni e cose e genti e luoghi e...)

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