Un albero piccino
guardava il sole ogni mattino.
Lui passava e se ne andava
mai un bacio gli donava.
Così l'albero piangeva
ogni notte sospirava
per l'arrivo del mattino.
"Un bel giorno mi vedrà
e vorrà starmi vicino".
Si ripeteva il piccolino.
I suoi pensieri udiva il vento
che restava assai scontento.
"Io che l'accarezzo
giorno e notte senza tregua
non mi vedo mai pensato".
Rimuginava amareggiato.
Alla fine ci fu un tempo
in cui il sole assai contento
della giostra dei pianeti
volle espandere i suoi raggi
fino ai posti più segreti.
Fu lì che lo trovò
quell'albero bambino
un bel bacio gli schioccò
sulla cima delle fronde.
ma tanto caldo era il bacio
che ogni ramo s'incendiò
mentre il vento per l'invidia
non smetteva di sbuffare
certo non voleva far del male
ma come fu e come non fu
la foresta non c'è più.

Commenti
Un caro saluto a te Ibla
Oceano
Scrivo spesso in questo modo, lo faccio quando scrivo racconti per bambini, di solito partono come filastrocche che poi trasformò in raccontini. Farò così anche questa volta.
E comunque sempre un grande scrivete il tuo Ibla un saluto di cuore