La strada bionda
pettinata dal profondo

La chiamai così
con quella chiazza scrostata
dal prurito di qualcuno
incollato alla leggenda della sua allergia

Con la mollina eternamente esitante
nel farsi temporale
e le migliaia di bocche dritte
con le torri dopo la guerra col tartaro

Ah! Venissero pure quei tartari...
E continuassero a dover arrivare!

La mollina, intanto, mi piove in tasca:
ora sorride il vecchio sulla banconota.
E cade così tenue che forse non cade:
non è abbastanza per la metà degli idioti.

La strada bionda non è un eroe. Anzi:
s'è tinta, rimanendo mostruosa,
in ginocchio alla sua libertà.

Sgorgano sentieri strani su quella faccia,
che a volte ride rovinando tutto
e facendo ripartire il tempo.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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