La mia paura è una parola che non so
Che fitta ho lasciato andare in quel tino
Ne uso tante altre come tante azioni senza goal
Un mosto mai diventato vino
La mia paura è quella, sì: quella parola
su cui quindi mi sono fissato,
sulla punta di una lingua astringente,
morsa dai denti di un generale o un tenente
che tutt'al più dà metà dizionario alla gente
E me la sono scordata, imparata in un giorno
e allora è una giornata sprecata
Una specie di cilindro in un cilindro
da versare poi in un imbuto
È così, badate, che viene tradito
il ricordo di un cornuto
