La mia paura è una parola che non so
Che fitta ho lasciato andare in quel tino
Ne uso tante altre come tante azioni senza goal

Un mosto mai diventato vino

La mia paura è quella, sì: quella parola
su cui quindi mi sono fissato,
sulla punta di una lingua astringente,
morsa dai denti di un generale o un tenente
che tutt'al più dà metà dizionario alla gente

E me la sono scordata, imparata in un giorno
e allora è una giornata sprecata

Una specie di cilindro in un cilindro
da versare poi in un imbuto

È così, badate, che viene tradito
il ricordo di un cornuto
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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