Alle prime luci del mattino,
mia madre mi svegliò.
Con la valigia già pronta
mi recai alla stazione.
Un binario,
il fischio del capostazione
e il treno partì,
per portarmi a lavorare lontano.
Era autunno,
Milano era fredda e cupa,
ed io camminavo,
per le vie del centro,
spaesato e perso.
Ma giorno dopo giorno,
cominciai a sentirmi a casa mia.
Dopo qualche anno,
anche i miei cari
vennero a Milano,
per restarci.
Mi ricordo che,
quando arrivarono,
la luna splendeva
in un cielo meraviglioso,
pieno di stelle che luccicavano,
come i miei occhi
pieni di commozione.
A Milano,
mi trovo bene;
mi sono abituato al clima,
al suo modo di vivere
e se, qualche volta,
mi viene un po' di nostalgia,
non mancano babà e sfogliatelle,
per tirarmi su l’allegria.
Ormai,
non mi sento più un emigrato,
ma un milanese napoletano.

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