Lo espongo al cielo
tra le file di impuniti
e, penitenti.
Immagini perdute
si tramutano in rimpianto
per quello che poteva essere
e, non è stato.
Non mi giustifico.
Mi dichiaro!
Parlo della mia colpevolezza
senza nessun mediatore;
non cerco la magnanimità
benedicente del sacerdote.
Sono io il giudice
della mia incompiutezza.
Nessuna fuga.
Rispetto la sentenza.

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