Nelle pieghe del tempo, si è spenta la voce  
che narrava mondi con inchiostro e sudore,  
ora dormono i libri, muti nel loro cuore,  
scheletri di segni, polvere di croce.  

Le cattedrali di parole, vuoti ossari,  
si sgretolano in echi di un alfabeto antico,  
mentre schermi di vetro, freddi e mendici,  
rubano il respiro ai fogli solitari.  

Ma tra le ombre del progresso, un vessillo si srotola:  
bianco umile, non chiede gloria né altari,  
solo carezza l’attimo che tutto precipita  
nell’antro segreto, dove la vita si scioglie.  

È la regina anonima del suo trono effimero,  
sopravvissuta al naufragio delle carte:  
piega le sue ali prima del buio,  
e nell’ultimo viaggio, vince la morte.  

Non ha firme né leggi, né storie da salvare,  
ma conosce il dolore che nessun server scriverà:  
nell’abbraccio del nulla, resta a custodire  
la tenera fragilità di ciò che ancora vive.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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