Ogni volta che apro gli occhi
il nero si ritira di un passo.
Non cede. Si sposta.
Come l'acqua che sa
che tornerà a coprire tutto.

Quante albe ho tradito
fissandole fino a farle svenire.
Ma questa volta non guardo.
Tocco.

La superficie sa di scaglia
di margine affilato
di qualcosa che ha dovuto
farsi male per esistere.

Il vetro non riflette.
Resiste.
E nel resistere tiene
quel barlume che non si lascia
addomesticare.

Forse è questo il punto.
Non trattenere la luce.
Farsi tagliare da lei.

Venezia non c'entra.
L'acqua non c'entra.
C'entra solo quel confine
tra il buio che conosco
e l'oro che non imparerò mai
a possedere.

Quante volte ho creduto
che bastasse aprire le palpebre.
Invece bisogna
spaccare tutto.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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