Metro: canzone del Petrarca, endecasillabi e settenari con fronte verso chiave sirma, congedo. Prima stanza AbcAbCcDeeDff congedo GhH
L’estate bussa col caldo feroce,
ma la voglia d’autunno
nel grigio ora velato
in case coi camini arde la brace,
bruma fa da contorno
e pioggia scende col ritmo garbato;
in fondo nel selciato
foglie dorate appaiono ingiallite,
spazzate dal gran vento,
lui soffia ed un lamento
di un bimbo con le dita ormai sbiadite,
le affonda per i muschi,
brillanti in mezzo ai boschi.
Ma il sole dell’estate ancora brilla,
siamo a fine settembre,
un nero cormorano
sbucando a mezzo metro dalla riva
s’intona alle ginestre
ancora colorate come il grano;
in cielo un deltaplano
si lancia fra volteggi e piroette
e una coppia di amanti
si osservan da vicino ma distanti
da una realtà che stride, or già le sette,
Il sole va a scemare,
la luna brilla e agguanta il lungomare.
E le giornate accorciano in autunno,
una malinconia
avvolge cuori tristi e sconsolati,
parole con affanno,
faticano e farfugliano apatia,
uomini disperati
travolti dalla vita or devastati
rimangon solo libri di magia,
da leggere alla sera
insieme ad il breviaro, una preghiera
che scacci e demolisca l’apatia.
L’autunno passa lesto,
Il freddo e il gelo prendono possesso.
La primavera appare ancor lontana,
si spengon le candele,
Il vento soffia e sradica le vele.
ma la voglia d’autunno
nel grigio ora velato
in case coi camini arde la brace,
bruma fa da contorno
e pioggia scende col ritmo garbato;
in fondo nel selciato
foglie dorate appaiono ingiallite,
spazzate dal gran vento,
lui soffia ed un lamento
di un bimbo con le dita ormai sbiadite,
le affonda per i muschi,
brillanti in mezzo ai boschi.
Ma il sole dell’estate ancora brilla,
siamo a fine settembre,
un nero cormorano
sbucando a mezzo metro dalla riva
s’intona alle ginestre
ancora colorate come il grano;
in cielo un deltaplano
si lancia fra volteggi e piroette
e una coppia di amanti
si osservan da vicino ma distanti
da una realtà che stride, or già le sette,
Il sole va a scemare,
la luna brilla e agguanta il lungomare.
E le giornate accorciano in autunno,
una malinconia
avvolge cuori tristi e sconsolati,
parole con affanno,
faticano e farfugliano apatia,
uomini disperati
travolti dalla vita or devastati
rimangon solo libri di magia,
da leggere alla sera
insieme ad il breviaro, una preghiera
che scacci e demolisca l’apatia.
L’autunno passa lesto,
Il freddo e il gelo prendono possesso.
La primavera appare ancor lontana,
si spengon le candele,
Il vento soffia e sradica le vele.
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