In quel punto da me sempre prescelto
sono ancora incapace di fermare
il sole della mia primavera
in modo che dai suoi raggi esemplari
riceva alla fine il calore migliore.
E per di più dovrò anche affrettarmi
a fare del mare un azzurro foulard
da mettere addosso dentro quei giorni
nei quali da impazzire esso mi manca.
È questo il perfetto equilibrio che cerco.
Saranno da usare quelle alchimie
riflesse nel vecchio specchio dei tempi?
O le formule dei nuovi stregoni
ch’ogni cuore stanno ormai escludendo?
È l’indotto equilibrio che non cerco!
Sarà lunga la mia barba bianca…
In testa un cono di carta cobalto,
mantello azzuro alla fiera del sogno,
un dito allenato a far da bacchetta
e via, mago strambo, ad illudere me.
È il caro equilibrio smarrito.

Commenti
Fedeltà ammirevole.
Bravo!
Un caro saluto da Ibla.