Lontano da qui, dal mio microcosmo,
esiste un orlo di tempo che verrà
dove nulla ha una qualsivoglia età,
e un lembo di spazio che ci aspetta
dove nulla si degrada dentro e fuori.
Lì, la clessidra non è stata inventata.
Guardando le mie mappe più preziose
ho sostato a lungo quasi sempre ad est
un po’ per veder finalmente il sole
nascere senza poi dover morire;
un po’ per prendermi albe su albe
e nasconderle nelle grandi tasche
cucite a regola d’arte sulla pelle
per non far perdere gocce di mare.
Sarà forse quell’ultima regione
di cui spesso mi parlava Anfitrite
quando agli inizi andavo a camminare
sulle rive solo mie già da allora.
O sarà forse la sola ragione
con cui spiegar bellezza senza imporla,
distanti anni luce da quel tarlo
che fomenta compromessi e falsità.
Magari sarà, e non serve volare,
il fatidico territorio dei sogni
nel quale però Morfeo non ha ruoli
se è vero, come disse Anfitrite,
ch’ogni mare è nell’intento e nell’istante
del cercarlo, senza se e senza ma.
