Classico sonetto in endecasillabi canonici da recitarsi tutti a maiore raggruppati in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.


 

È l’abituarsi una gran iattura
che toglie meraviglia da ogni cosa,
che sia nero dolore o bella rosa,
che sia felicità o arrabbiatura.

Lento assuefarsi spegne quella cura
di cui la vita pare bisognosa,
rendendo l’esistenza assai noiosa
senza scintille dentro o fuori mura.

Temere come pur desiderare
oppure affascinarsi per l’ignoto
dà un senso a quel continuo respirare

anche sognando innanzi ad una foto.
Ma io non ho più voglia di remare
dacché m’abituai a questo vuoto.


08/02/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Commenti  

Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 09-02-2026 12:24
Un testo nichilistico eppure denso di contenuti.Una delle tue più belle, perché ha valenza universale. Chiunque potrebbe leggervi qualcosa di sé.
catilo*
+1 # catilo* 15-02-2026 02:43
Constatazione amara seppuur realistica di certi periodi della vita in cui ci si ritrova fragili perché si è stanchi di lottare!
Domani però ritroviamo la carica :roll:
Poesia che ho trovato veramente fantastica!
Complimenti e saluti.
Caterina
ioffa
# ioffa 15-02-2026 09:14
Ogni mattina provo a collegare il caricabatterie… ma… niente, non si accende nemmeno il led.

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