(Le dodici figure retoriche)

Allegoria .

Tale mi rese infatuo la bestia senza pace

che nel vedermi da vicino mi gettò negl’inferi feroci,

mi vidi bruciare poco a poco

maledetta tu sia anima disperata.


Antonomasia .

… e non c’è virtù se amor non credi

di pietra resterà l’angelo custode,

tu tanto male a me lo feci

e d’erbe amare sarà il tuo cibo.


Catacresi .

E d’insonnia i pensieri scuoti

saranno dimora d’ogni tuo grido muto,

hai ferito il mio cuore il mio corpo nudo

e dalla tua finestra vedrai un lume acceso,

saranno gli occhi miei che fisseranno il vuoto.


Iperbole.

Nel pensiero mio ora mi rifugio

ed ogni lacrima bagnerà l’affronto,

cancello dalla mente i tuoi brutti ricordi

e mi assopisco nei miei silenzi.

Pagherai pene se in vita resti.


Metafore.

… e prego Iddio per la verde vita che m’ha dato

a far fiorire la pianta maestosa,

che possa anch’essa dare il dolce frutto

tu che l’hai percossa, perché non l’hai bagnata?


Metonimia.

… s’accendono i fuochi ed è buia sera

e nelle tenebre come una furia appari,

lampare illuminano panchine vuote

e dal mare c’è il riflesso della luna piena.


Perifrasi o circonlocuzione .

Tu fosti colei che mi diede il sole e mi tolse il cielo

alzasti le tue mani sulla mia pelle chiara,

mi privasti dell’erbe verdi il bianco fiore

che davanti a te si presentò sincero.


Personificazione.

Fosti la viziata !La tempesta senza scrupoli

E dai tuoi falsi singhiozzi hai nascosto la menzogna,

piangi dunque se ti riesce!

Sfogati e canta come una cicala.


Prosopopea .

Forse credi che tu sola esisti?

che sei o vorresti essere bella ,l’unica bandiera,

la bella del reame che trionfa avvezza senza fede

bisbigli a capo chino e non saprai mai più chi sei.

Similitudini .

Ho aperto per te le porte dell’inferno

e voglio buttare dentro la tua carne viva ,

come sulla brace la strega a rogo

tra la cenere le membra il vento spande.


Sineddoche .

Hai lasciato l’oblio l’amore che ti aspettavi

il nido dove fosti certa di avere il tuo tesoro.

Trovasti nubi e pioggia a catinelle ,

trovasti l’amore e l’hai gettato via.


Sinestesia .

Odo voci,la tua crocefissa sulla croce!

Sotto un cielo arso bruci,

il tuo lamento amaro vuol tuonare

vuole uscire dall’incubo oramai .

Ma la porta dell’inferno sempre varcherai.


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Commenti  

Debora Casafina
# Debora Casafina 11-03-2011 13:26
....bellissima...mi ricorda le notti sui libri alle magistrali serali...a combattere pur amandola tra sonno e letteratura..ha sempre vinto la letteratura !

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