Arrogante e cattiva è la vita
che separa i suoi figli dai padri
minacciosa crudele ed amara
un po’ nera un po’ triste un po’ kaki;
ci si aspetta soltanto la fine
per trovare conforto e riposo
e anche quando il segreto è graffiare
io non posso non devo non oso.
Guardo fuori e la voce che trema
si tradisce e si lascia capire
ma che fare se il credo è sincero?
se le spine mi fanno soffrire?
Sono pronto a ricevere un segno
confinato nel ruolo del gatto
disperato d’amore e dolcezza
sono solo ed è un dato di fatto.
Un qualcosa è rimasto incompiuto
una scheggia che infetta i pensieri
la scalena figura di un uomo
derubato dei giorni più veri;
la poesia non è certo il messaggio
non è altro che un fiore appassito
la stagione che voglio di meno
compromessa dal vento improvviso.
Minaccioso è il delirio del matto
maddalena del sogno comune
scellerata compagna di viaggio
per le misere frasi e le lune;
quattro foto scordate dal glande
sono appese sul lato mancino
quattro pose che sanno di sperma
quattro assi che porti al polsino
nel frattempo mi vedi morire
signorina “ti devi fidare”
oggi il mondo si sposa col vizio
e tutto il resto lasciamolo stare.
Risoluti neghiamo l’insulto
non parliamo e dormiamo lontani
vanità sei regina e padrona
del passato dell’oggi e il domani.

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