Sguscia via il corpo
dal nulla della mia carne.
Polsi premono,
sul limbo dell'ossesso.
L'acido taglia il fiato
infilandosi tra le cosce.
Colpi di lingua sulle costole.
Affondano dita,
sbavando sul lenzuolo
madido d'amore.
Non c'è grazia, solo attrito.
Fiato corto, gola secca,
il bacino urta, il ritmo sbatte,
sparando veleno nel profondo.
La mia faccia contro il muro,
nera, sporca, verticale,
trema ora il pavimento.
