Sulla sua persona
cinque euro, esattamente,
una tessera della biblioteca scaduta.
Una cartolina timbrata,
non scritta, ma affrancata,
un diario tascabile tagliato con una matita
dal quattro di settembre al quattro di ottobre.
Una coppia di chiavi per una serratura da aprire,
un orologio analogico con ricarica automatica, si fermò.
Una domanda finale
di suo pugno,
una nota arrotolata per spiegare
piantata lì come un garofano
ma decapitato, nel pugno.
Una lista della spesa.
Una fotografia di suo figlio nascosta nel suo portafoglio,
un ricordo incassato nel cuore di un medaglione.
ne oro, né argento,
a coronamento di un dito
un anello di pelle bianca.
Questo era tutto.
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