Per balzi si inerpica la strada
stretta, da pietre e polvere segnata.
Da un lato vecchi rovi di more
come callose mani attorcigliate,
dall'altro l'orto degli ulivi.
A metà del passo,
come limbo che alla vetta aspira,
ciò che fu Paese e adesso è marmo:
per me ancora voci di gente,
rumore di mestieri, odori di cucina,
il passar oltre di donne indaffarate,
grida di festa, aquiloni e giochi,
loquaci code alla fonte del paese.
Intorno file di cipressi a coppie
vecchi e cari amici lasciati e ritrovati,
gazzozzole per terra, fronde secche,
ombre e nascondigli ormai coperti
da sterpi troppo a lungo abbandonati.
In alto, dove la strada conclude,
alcuni gradoni di pietra sbrecciata
e poi la chiesa che sa ancora di pane,
di fieno, di antica pazienza contadina.
e poi discesa.

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Abner Rossi