Nel mio mondo
convivono orizzonti lontani,
luoghi circoscritti e molti cieli.
Album della “Panini” non conclusi,
monopattini con cuscinetti a sfera,
fucili con il tappo, alberi e fiumi,
pistole ad acqua, Donald Duck
ed il mio grande amore per il mare.
Il bel latino del Prof. La Penna,
un po’ di greco quasi dimenticato,
De André, Guccini, la melomania,
la musica barocca, il tango,
il jazz americano.
Modugno e Lauzi insieme al ’68,
Tambroni, Moro, Il Vietnam,
una bandiera rossa.
Il Cile, Pinochet, il microsolco
e poi Neruda che ancora non mi piace
perché ho sempre preferito Pasolini.
Dimenticavo la filosofia, il vino buono,
la psicoterapia di gruppo, Gramsci, Berlinguer,
un po’ di simpatia per il vecchio Osho,
“Re nudo”, nessuna religione, i fiori non recisi,
il sigaro toscano.
E qui mi fermo,
perché se è vero che sono appassionato
questa storia potrebbe anche protrarsi all’infinito,
e non è giusto…
Quello che inizia deve anche finire.
Solo un ultimo cenno sul mio amore,
unico infinito consentito.

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