Come l’ombra del cielo
ma non lontano, il fondo
riempiva la stanza di alluvioni
suoni nei suoni, voci di antenati
le pareti inchiodate al buio
finivano come eventi mai accaduti
i quadri, inverni muti
per un letargo d’acque
mani, idee addormentate
sui cristalli, nel cercare l’uscita
-appena una forbice in un lampo d’aria
Il cilindro vuoto della notte
scendeva sulla testa
senza una sorpresa, che so
un coniglio
a rianimare la fantasia

Commenti
Molto bella, Rita!