Una capriola di sole gioioso,
cadde incendiando di luce il tuo soffice manto,
faro vellutato d’una prateria d’ambra e di crini,
goccia d’un grano corallo di dolce stagione.
Son arpe imperlate i tuoi baffetti pastello,
scarabocchi di gusto e vivace ritornello,
impronte di luna quei passi dipinti d’universo,
cicatrici addormentate fra i selciati dell’immenso.
Son fagotto d’arena i tuoi occhi smeraldo
amarene cristalline d’arazzi alluvionati,
pagine seducenti di nuvole e pensieri delicati.
Le tue orecchie son geometriche piramidi erette
templi screziati fra le dune del vispo sentir,
dirupi adagiati sul tuo corpo come albe di cielo.
cadde incendiando di luce il tuo soffice manto,
faro vellutato d’una prateria d’ambra e di crini,
goccia d’un grano corallo di dolce stagione.
Son arpe imperlate i tuoi baffetti pastello,
scarabocchi di gusto e vivace ritornello,
impronte di luna quei passi dipinti d’universo,
cicatrici addormentate fra i selciati dell’immenso.
Son fagotto d’arena i tuoi occhi smeraldo
amarene cristalline d’arazzi alluvionati,
pagine seducenti di nuvole e pensieri delicati.
Le tue orecchie son geometriche piramidi erette
templi screziati fra le dune del vispo sentir,
dirupi adagiati sul tuo corpo come albe di cielo.

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IL MIO ELOGIO E LA MIA SERENA SERATA.