Che sia ovunque questo tuo corpo
ma non dov'è adesso.
Cadono le voci lontane, che ti chiamano,
come acqua silvestre dalle fiamme dei cipressi.
Passa un vecchio con l'ombrello,
una raffica turbolenta
di un vento che non doveva più esserci
a primavera.
Dov'è il tuo corpo? Poco importa.
È una fossa comune questa vita.
È un numero troppe volte dato per sfortunato.
Dov'è la tua anima?
Sparsa e mescolata al tarassaco.
I falsari del sole, quest'anno,
faranno affari.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Tea
+1 # Tea 08-05-2018 15:06
bellissima dedica ...scusa se non mi dilungo ma non vorrei essere troppo banale davanti a questa disgrazia... bravo molto ben scritto...ciao

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