Senza veli di nebbie
da un sole ardente
mi lascerei illuminare
tra le mani il mare
e sulla bocca l’aroma di una voce
che non sbiadisce
Non parlerei neppure al vento
per non farmi strappare
quelle note preziose
Gli lancerei invece
stille di rugiada
che m’hanno riempito gli occhi
come semi d’amore da far crescere
dopo che il mio di più non potrà
Ruberei l’armonia a un pittore
per farne alba e tramonto
e scegliere di che morire
se non mi cingeranno più le braccia
del mio sogno impossibile

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