Ormai è tardi... e questo tuo tremare
contamina il nodo che non lascia passare il pianto.
Seppellisco la scia del viverti dentro,
che credevo fosse eterno come
una insignificante poesia senza rime,
che resta inerte su quella carta da bruciare
nel fuoco di una vecchia passione.
contamina il nodo che non lascia passare il pianto.
Seppellisco la scia del viverti dentro,
che credevo fosse eterno come
una insignificante poesia senza rime,
che resta inerte su quella carta da bruciare
nel fuoco di una vecchia passione.
Non è più tempo, non hai più tempo.
Puoi andar via accompagnato dal rimpianto,
e dalla perfida malinconia che guiderà
il cammino verso la discesa...
quel che una volta, con me, era solo salita.
Ormai è tardi... e quelle lacrime non m'incantano.
Puoi andar via accompagnato dal rimpianto,
e dalla perfida malinconia che guiderà
il cammino verso la discesa...
quel che una volta, con me, era solo salita.
Ormai è tardi... e quelle lacrime non m'incantano.
Urlano solo i lividi, che sulla pelle son marchiati,
e che sul cuore han preso dimora.
Gridano le cicatrici che ormai infette,
non possono più scomparire.
Vai e fallo in fretta, insieme all'ipocrisia
ch'è stata il tuo secondo nome.
Vai... senza voltarti indietro.
Via... da me... che mi inebrierò ancora
del tuo detestato e amato profumo...
involontariamente sequestrato dalla magia
di tutto quel che sei stato per me.
e che sul cuore han preso dimora.
Gridano le cicatrici che ormai infette,
non possono più scomparire.
Vai e fallo in fretta, insieme all'ipocrisia
ch'è stata il tuo secondo nome.
Vai... senza voltarti indietro.
Via... da me... che mi inebrierò ancora
del tuo detestato e amato profumo...
involontariamente sequestrato dalla magia
di tutto quel che sei stato per me.
