Trapela di canto di pelle e corda
Il suono della mia bella musa
Che fa scalpitare il cuore e muta non sa stare
Che muta pianti e noie in tempo da respirare
Chi mai potrà a me strappare
Il dolce gracidante frusciare del vinile?
Questi strani mondi di nero graffiato
A cui mi stringo stremato quando nulla ho da vivere
Tu, mia cara, mi calpesti
Coi tuoi ritmi lenti e lesti
Tu mi carichi di dolci elettrodi vitali
E dopo tutto il tempo speso
A dormire tra i tuoi sibili
Resti sempre quella bella dai simili sospiri
Messaggera di arti e sarta di sensazioni
Addio a chi mi sente
Io mi corico tra i liuti
Siate lieti nel vostro vivere infelici
Mentre io muoio tra le braccia di Euterpe
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