Meteore incendiate
attraversano il mio orizzonte
ferite fulminee nel blu cupo
Le stelle congelate
nel loro splendore
sono mille occhi lontani
che mi fissano in notti
dal cuore plumbeo
Strane celestiali traiettorie
disegnano i miei sogni
su vie remote
lungo invisibili scale
Urgo piccoli paradisi
da rubare al candore della luna
per scacciare le tenebre infinite
Il mio cuore bambino
è alla finestra
Strane celestiali traiettorie
disegnano i suoi sogni
esprimendo il desiderio
di non invecchiare mai
alle porte dell'immenso
attraversano il mio orizzonte
ferite fulminee nel blu cupo
Le stelle congelate
nel loro splendore
sono mille occhi lontani
che mi fissano in notti
dal cuore plumbeo
Strane celestiali traiettorie
disegnano i miei sogni
su vie remote
lungo invisibili scale
Urgo piccoli paradisi
da rubare al candore della luna
per scacciare le tenebre infinite
Il mio cuore bambino
è alla finestra
Strane celestiali traiettorie
disegnano i suoi sogni
esprimendo il desiderio
di non invecchiare mai
alle porte dell'immenso
Scrive la terra in un immenso prato verde
cala la mano sinuosa
accarezzandone i manti.
Scivola nutrendo le valli la neve
da altissimi monti
china la testa che ne scruta i segreti.
Soave l’oceano culla dolci creature fantastiche
magico idillio per la fortunata sognatrice.
Io vorrei essere regina per una notte
di un regno che all'alba scompaia
senza pretendere mi lasci una corona
o il suo trono di diamanti
Mi basterebbe rammentare l'incanto poi
tenerlo vivo nella mente
Come sudditi ai miei piedi
vorrei solo i miei dolori in ginocchio
e poter conservare tutto l'oro dei ricordi
in scrigni preziosi, sigillati dal tempo.
E tu , il mio solo re, a condividere
gli ossequi della luna dal sorriso bianco
al nostro passaggio
Io vorrei essere regina per una notte
dama splendida e solenne
nell'altrui sonno, mentre sogno
per un attimo soltanto
la nostra immortalità
di un regno che all'alba scompaia
senza pretendere mi lasci una corona
o il suo trono di diamanti
Mi basterebbe rammentare l'incanto poi
tenerlo vivo nella mente
Come sudditi ai miei piedi
vorrei solo i miei dolori in ginocchio
e poter conservare tutto l'oro dei ricordi
in scrigni preziosi, sigillati dal tempo.
E tu , il mio solo re, a condividere
gli ossequi della luna dal sorriso bianco
al nostro passaggio
Io vorrei essere regina per una notte
dama splendida e solenne
nell'altrui sonno, mentre sogno
per un attimo soltanto
la nostra immortalità
Piccola luna
che navighi nell'immensità
scrutando gli umani destini;
piccola luna
che di amori nascenti
custode sei,
conducimi lontano da questa terra.
Cosi', per magia,
cavalcando una stella,
mi ritrovo nell'ambita ed incantevole dimora.
Nel silenzio
la chiarezza prende vita
e le antiche ombre umane si dissolvono.
Ogni dissidio,
ogni inutile rancore,
ogni violento confronto
ed ogni fraintendimento,
svaniscono in questa eterna pace.
Cullata dalla piccola luna,
dolcemente mi addormento
ed un compiacente sorriso argentino mi fa compagnia.
La luna adornata
con le sue perle
bianca dama danza
sfiorando vuote terrazze
ed i tetti con i gatti in amore
La notte suona un violino nero,
nero come i suoi occhi
si veste del più liscio velluto
e scioglie i capelli corvini
nel vento profumato
di fiori selvatici
Come donna tzigana
è bella e lontana
Sul tuo cuore ferito
da lassù leggiadra cammina
La notte suona un violino nero
ed un uomo si incanta
incollandosi al cielo
tra le note di un sogno
con le sue perle
bianca dama danza
sfiorando vuote terrazze
ed i tetti con i gatti in amore
La notte suona un violino nero,
nero come i suoi occhi
si veste del più liscio velluto
e scioglie i capelli corvini
nel vento profumato
di fiori selvatici
Come donna tzigana
è bella e lontana
Sul tuo cuore ferito
da lassù leggiadra cammina
La notte suona un violino nero
ed un uomo si incanta
incollandosi al cielo
tra le note di un sogno
La notte mi morde il cuore
l'oceano dei sogni
si agita nero
tra voli di corvi
mentre cerco il candore dei cigni
e la luna è una squama di luce
che misera annega
tra flutti di inquietudine
Le stelle fulminate precipitano
Strisciante nuota affannato un respiro
Questa profondità sovrasta e sommerge
la mia anima tirata sotto dall'onda
sopravvivo richiamando la danza dei delfini
il canto ipnotico delle sirene
I gabbiani mi sfiorano
offrendomi ali immacolate
le grotte sono gole
pronte a ingoiarmi
eppure ancora navigo
sperando in un risveglio
su spiagge d'oro
dove potrei ritrovarti
l'oceano dei sogni
si agita nero
tra voli di corvi
mentre cerco il candore dei cigni
e la luna è una squama di luce
che misera annega
tra flutti di inquietudine
Le stelle fulminate precipitano
Strisciante nuota affannato un respiro
Questa profondità sovrasta e sommerge
la mia anima tirata sotto dall'onda
sopravvivo richiamando la danza dei delfini
il canto ipnotico delle sirene
I gabbiani mi sfiorano
offrendomi ali immacolate
le grotte sono gole
pronte a ingoiarmi
eppure ancora navigo
sperando in un risveglio
su spiagge d'oro
dove potrei ritrovarti
Amici, in cenacolo raccolti
spezziamo il pane e ridiamo
l’inganno dei miseri volti.
La notte ci ribolle il sangue,
al lume della lampada convenuta
riversiamo pagine di petrolio.
Solo un sogno è la nostra veglia,
di concederci immortali
tra le stelle vive del cielo.
Sopra lo stomaco che accusa
vive il voto nostro volto all’Arte
di placare la sete solo alla fonte più alta.
spezziamo il pane e ridiamo
l’inganno dei miseri volti.
La notte ci ribolle il sangue,
al lume della lampada convenuta
riversiamo pagine di petrolio.
Solo un sogno è la nostra veglia,
di concederci immortali
tra le stelle vive del cielo.
Sopra lo stomaco che accusa
vive il voto nostro volto all’Arte
di placare la sete solo alla fonte più alta.
L’insieme di colori
che trafiggono le mie pupille
sono spazi sconfinati.
Supero una delle tante barriere temporali
giungo all’oceano del nulla
saluto l’antica terra.
Una nave di irrazionalità fluttuante
mi dirige verso una piccola isola:
sento un vento urlante di piacere
mi pare di aver sconfitto l’identificazione.
Questo, almeno per ora, mi rallegra.
La realtà oscilla. Bene, era ciò che volevo.
che trafiggono le mie pupille
sono spazi sconfinati.
Supero una delle tante barriere temporali
giungo all’oceano del nulla
saluto l’antica terra.
Una nave di irrazionalità fluttuante
mi dirige verso una piccola isola:
sento un vento urlante di piacere
mi pare di aver sconfitto l’identificazione.
Questo, almeno per ora, mi rallegra.
La realtà oscilla. Bene, era ciò che volevo.

Piano piano
il sole
scemando va,
chiudendo
il suo giorno.
Ecco
il tramonto.
Finalmente…
il riposo!
Uno ad uno
gli uomini
s’apprestano
a serrar
le porte.
Ecco
il notturno.
Finalmente…
il tranquillo!
Avvolto
in una coperta
m’abbandono
in sereno
vagar.
Ecco
il fantastico.
M’illumina
l’immensità!
Riscopro
tutt’altro
percorso,
tutt’altro
giulivo.
Ecco
l’intenso.
Finalmente
ho sorriso!
È il tuo profumo
che per un attimo mi spinge
verso ciò che non posso avere
verso l’incubo di poter finire
verso il mondo dove le parole fluiscono
senza bisogno di spinta emotiva
verso il tempestoso archivio del sonno
verso la sconfinata biblioteca del magico
fino a radunare i miei pensieri
in un unico obiettivo:
Poter toccare con mano il sogno.
Docile percorso in volo
disteso
su un letto di variegati colori.
Il respiro si fa intenso
l’aria è oasi di purezza
le nuvole morbidi cuscini.
Da quassù
l’abbondanza è cieca
non bada all’eccesso.
Il cielo diventa seta
gli occhi si illuminano davvero
perché qui
ogni secondo è un arcobaleno.
Le ombre mi danzano dentro
ma ti prego, cogli tutta la mia luce
così nivea e pura
accecante come neve intatta
perchè adesso ti vedo dileguarti
in un sogno in bianco e nero
e i contorni del tuo volto così bello
sfumano nel grigio
macchie scure sul cuore
io non voglio tu sia solo un fantasma
perchè adesso ti guardo allontanarti
nelle illusioni create dalla nebbia
e perdo il contatto con te e le tue mani
quasi tu non fossi mai esistito
perchè svaniscono gli specchi dei tuoi occhi
e i tuoi passi son già distanti
almeno, ti supplico, rimani
nel mio sogno in bianco e nero
ma ti prego, cogli tutta la mia luce
così nivea e pura
accecante come neve intatta
perchè adesso ti vedo dileguarti
in un sogno in bianco e nero
e i contorni del tuo volto così bello
sfumano nel grigio
macchie scure sul cuore
io non voglio tu sia solo un fantasma
perchè adesso ti guardo allontanarti
nelle illusioni create dalla nebbia
e perdo il contatto con te e le tue mani
quasi tu non fossi mai esistito
perchè svaniscono gli specchi dei tuoi occhi
e i tuoi passi son già distanti
almeno, ti supplico, rimani
nel mio sogno in bianco e nero
Il desiderio di arrivare
alla piacevolezza di un sonno eterno
richiedere l’aiuto della dea del nulla
abbandonare
per un lungo periodo
gli intrusi del fare.
Esplorare esclusivamente se stessi
essere protagonisti di un gradito egoismo
avere più tempo per i propri sogni.



