i tramonti abbracciati sulla spiaggia.
Il cielo sopra noi è azzurro
senza nuvole,
prepotente la luce filtra attraverso
le persiane socchiuse
ed anche se non vorresti
apri gli occhi, ti senti confusa,
infelice.....
Nel silenzio della stanza
quasi sento il tuo respiro
la tua voce......
Sogno o realtà.
percorrono i primi
passi di un futuro addormentato
che non conoscono.
Hanno aperto le porte
al lieve non pensare
di realtà dure.
Un vivere da spettatore
di un se fosse o non fosse
un vorticoso gioco d’azzardo.
Linee disegnate ( passi )
da chi rompe i sogni
e che ama sognare
i propri desideri nei giochi viziosi
Si, sogno
Eccitante? Forse
Una carezza? Ci può stare
Sogno dove la realtà si confonde
con il desiderio e il sogno
Come questa carezza
che solitamente non ha volto
si vede appena la mano e il braccio
ma veder chi la dona
e no, certo non si vede
però, però gli diamo un nome
Un nome? E si, ad un corpo
senza volto … senza corpo
solo un tronco, un ramo, un braccio per lo più
che ci afferra oppur ci sfiora
e che brividi ci dona
mmm tanto da ritrovarci nudi
cioè denudati, sempre lui però
e si, è lui l’artefice del spogliarci
Amplessi, salassi magari frustini
o colpetti dolci ma decisi
mmm che divino o divina provvidenza
questa notte è di quel che avevo bisogno
eh si, di un bel sogno
Ma, è davvero bello?
Oh senti…e lasciami almeno
il sognar di fare un sogno!

C’è un soave silenzio
raccolto in un incontro
sogno e realtà si confondono
si mescolano, si compenetrano
Esistono luoghi ordinari
che assumono contorni sfuocati
senza spazio e senza tempo
Anticipazione l’Uno dell’Altra
è frenesia nel sangue
in un groviglio di emozioni
fervore del sogno che fu sognato
in quell’attesa dell’attimo che verrà
Luoghi freddi si riempiono di caldi colori
luoghi affollati come bolle isolate
Vibrante preludio più reale del vero
fu sogno ed ora, palpabile realtà
Come una dolce sensuale musica
vestita di perle bianche
quel filo suadente, emozionante
intenso momento in quel tempo
senza tempo, senza luogo e
accarezzano la pelle come gocce di profumo
dan luce alla tua pelle d’avorio, unicita'
fra le labbra, avide, come acini d’uva bianca
Ti sfiori accarezzandole ed esplode
la passione nella sconfitta della ragione
Sognai delle perle bianche
ed ora, sogno di Te.
Ovunque sei
non sei più qui.
Ovunque cammini
non cammini più qui.
Ovunque sorridi, piangi, urli, gioisci, parli
è certo, non è qui.
Allora cala il sipario dove le strade, da te attraversate, rimangono vuote.
Giunge da lontano l'eco della voce tua
va diradandosi nel tempo
sfila, quasi, in mezzo ad altre voci vaganti e noncuranti di ascoltarne l'eco.
Ovunque sei
è certo, non sei più qui
Musica suona e si diffonde nella notte
quasi miscelandosi con gli echi dei passi
Uomini che vagano ma non amano
che crescono ma non vivono
che guardano ma non vedono l'altro uomo che cerca la mano
E lì, in quell'angolo, dov'eri un tempo
solo un ombra
solo un profumo
solo un segno del tuo passaggio
perché ora, ovunque tu sei
è certo, non sei più qui!
Anch'io, come M.L.King, ho un sogno:la libertà e l'eresia
Ho un sogno:
che il Vaticano diventi un normale quartiere di roma;
che il Papa diventi un normale cittadino, senza poteri, eccetto quello spirituale sui credenti cattolici;
Sogno che si ponga fine ad un concordato teocratico e fascista che non dovrebbe esistere in uno stato democratico e laico.
Sogno che ciascuno possa essere libero di morire obbedendo alla propria coscienza, e non a principi assoluti di presunta natura divina.
Sogno uomini e donne liberi da assurde concezioni moralistiche, obbedienti solo alla natura erotica di cui è costituito il nostro spirito, oltre che il
nostro corpo.
Sogno un mondo senza religione, ma non ateo, fatto di spiritualità, vitalità e genuinità;
sogno un mondo senza ipocrisia, dove regni sovrana l'eresia.
Cavalco la sera verso il richiamo di parole già scritte e di melodie che s’alzeranno per me. L'aria m’assorbe ed io l’assaporo... brezza in un giorno stagnante la carezza sul collo. Rincorro un arcobaleno notturno d'indaco abbaglia i miei occhi: mi lascio rapire. Sorvolo le acque che pulsano onde e correnti mi spingono i sogni oltre i respiri. E’ un’isola solitaria che calpesto. Dalla sabbia raccolgo conchiglie con l'eco di suoni incantatori di sensi. Le mani creano velluti dove riporre emozioni. Si librano tra le mie fantasie e una poesia nasce e vive. Nei versi mi perdo… Mi ritrovo oltre ogni stagione ogni giorno qualunque sulle orme leggere lasciate dalla libera fiera ch’è in me.
Tenebre della notte. Finestre della mente che si chiudono.
Vita che scivola nel sonno.
Per vedere oltre il buio dei pensieri.
Cavalli corrono sulla collina. Sembrano voler essere tutti altrove.
Li seguo con lo sguardo. Vorrei essere come loro.
Nero. Rumore di zoccoli.
Indomita criniera che si spezza in mille fili impetuosi. Sembra un’onda.
Lui mi vede e si avvicina. Sono io in altra forma.
Denti. Bocca che mi parla ed io non comprendo.
Calpestìo di zoccoli.
Sguardo che penetra nel fondo degli occhi.
Un lampo nella tempesta dei pensieri.
Non paura, né disagio. Solo voglia di essere altrove.
In altra forma.
Luce del giorno. Finestre della mente che accolgono luce.
Vita che accompagna ogni stanco giorno.
Per vedere oltre il buio dei pensieri.




