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Commenti
In questo mondo asettico un pò folle dove la vita si beve come una medicina e siamo tutti un pochino meno uomini nei nostri vestiti troppo corti..c'è una panchina, dove il sole può scaldare le ginocchia scoperte, c'è un bracciolo dove scrivere e trovare il ritmo perfetto. Che sia la poesia?
Mi permetto di aggiungere come note: che chi sa riconoscere il posto dove fermarsi per una calma considerata perfetta, già ha allungato i propri pantaloni, già è sanatoria. Grazie per la tua poesia, ci sarebbe tanto da dire..
Passo spesso davanti ad un complesso ad un solo piano, sembrano diverse villette tutte insieme, se fossero esposte in quadrato o rettangolo con qualche torretta più alta, sembrerebbero ex caserme convertite in centri residenziali (ce ne sono diversi da queste parti)... questo complesso però è diverso: è un centro di accoglienza per persone non autosufficienti.
Guardavo, in questi giorni, dall'auto... gli alberelli intorno a quel complesso che sbattevano le loro fronde, che perdevano fogliame ...e vedevo in questo e nel posto stesso una metafora importante della vita, ma non riuscivo a coglierla! Questa tua poesia, caro Alberto, è illuminazione di quel pomeriggio: il male del rincorrere il tempo, il male del mondo moderno... mordere la vita con foga insana...
Ho desiderato e desidero gustare il tempo non come uno sciroppo amaro. Mi terrò il mal di testa stasera, ma non prenderò la pastiglia...
Un abbraccio, grazie