Caput nonum

La  quinta  stanza

-A cena  con  qualche  rimorso, se  pur  non  invitato

 

 

 

 

Dal suo posto vista ala, nei pochi centimetri per le gambe e di cielo scoperto Christopher rimuginava sugli ultimi giorni. Su quei luoghi singolari.

Tamburellava su una di quelle scatolette per il mal d’aria, quando iniziò a leggere per impazienza il foglietto illustrativo. Ed ecco l’idea. Un sorriso.

< Quell’Edgar ricordava che l’automobile dello scrittore era targata OS, una Volga nera. Contatterò qualcuno a OStrava… chiederò i suoi recapiti.

Vediamo, cosa dice DuckDuckGo!?  …Ostrava, si trova nella zona dei fiumi della Cechia bla bla.

Gli offrirò di rappresentare i suoi interessi davanti a un piatto di strozzapreti e chessò, pollo alla diavola e di assisterlo nella pubblicazione del manoscritto> i suoi pensieri si susseguivano come in una spirale impazzita

<potrei proporgli… per Joanne l’aggiunta dell’iniziale della nonna paterna ha funzionato!

Oppure di firmarsi con uno pseudonimo, qualcosa dal suono più oscuro>

<<Signore, mi scusi se mi faccio gli affari suoi>> una giovane ragazza dal sedile retrostante in compagnia del suo pasto precotto

<<pensava a voce alta, e mi ha incuriosito la sua eccitazione per Oral Somministration… sa, non è solo un acronimo. Viene anche dal latino. Nella locuzione per OS, significa bocca>>

<E lei signorina, se posso chiederlo, come conosce il latino?> Christopher visibilmente imbarazzato ora tamburellava sull’orologio da polso.

<<Studi classici. Vado per uno stage dal figlio di un’amica di mia madre, docente a Edimburgo. Tamburellare con le dita indica anche agitazione, lo sapeva?>>

Quella conversazione quasi unilaterale gli ricordava Dyaus, che ancora era convinto fosse Dozorca, in auto in quella specie di sogno.

<<E conosco bene le confezioni dei medicinali perché mia madre soffre di depressione. Parlo troppo, vero? Mio padre me lo dice sempre. Mi succede quando devo stare troppo nello stesso posto>>

Ora Christopher si era voltato per cortesia.

La ragazza cominciò a strofinarsi la testa, guardandolo con due occhioni sagaci da sotto la cuffia

<<Mamma non riesce a sentirsi appagata. Prima il problema ero io… sosteneva che la comunicazione parte non dalla bocca che parla ma dall’orecchio che ascolta. E ora ce l’ha con mio padre. Lo biasima per essere cambiato. Lo accusa di non dire le cose come il suo angelo le direbbe, se solo potesse parlare.

Ma le pare?>>

<Non so dirle… Nel mio lavoro leggo spesso di idee, ricordi> lo scozzese risoluto.

<<Ascolti… ho qui l’anamnesi dell’analista. Non mi è mai piaciuto quell’individuo.

Ha qualcosa di demonico nello sguardo, ma lasciamo perdere. Ce l’ho perché devo preparare la tesi sulla Sindrome da burnout.

Legga un po’…>>

Christopher a fatica, come se la scheda via via iniziasse a scottargli tra le mani

La paziente porta l'attenzione sugli istinti più nascosti e giudicati rinnegati. Suggestioni, sentimenti di  ammirazione, fascinazione che la influenzano con la stessa insaziabilità del lupo.

Il mio mestiere è una professione da cieco: la mia diagnosi non si rifà a ciò che vedo, ma a ciò che sento.

Quel che lei Sig.ra Lobella dice a se stessa riguardo a cose che avrebbe visto... richiede la prescrizione di ulteriori indagini

Di qua dall’uscio un plumbeo gracchio accompagnava Samaèl dai bulbi consumati a brama dalle orbite d’una carcassa

L’aeroplano comincia a prendere contatto con la terra

<Signorina… il nome di sua madre…>

<<Bello, vero? È il nome di una pianta dai meravigliosi fiori color blu e foglie piccole, come gli occhi di mamma>>

I passeggeri vengono invitati ad avvicinarsi al finger per lo sbarco.

<<La saluto, Signor tamburello… grazie della chiacchierata>>

<Aspetti signorina, volevo chiederle…>

La ragazza era già sparita verso il gate del terminal, come inghiottita.

Insieme ai pensieri di Christopher, strascicati con i passi accalcati della folla.

Così si fece notte e nebbia sul correttore di bozze inatteso autore al poggiolo sulla strada, e la strada lo schernì di vibrisse e gnaulare dal pattume.

Una luna più sottile s’adagiò sulle cose che dormono come sulle ali degli angeli.

Lo scrittore accarezzò come fosse un archetto la cassa del violino dentro il grammofono, e sul sonno nelle case l’anima del lettore.

(in  tomo  insatiabilitas)

                  il titolo è parte di una citazione di Guido Ceronetti

                        …scrittore e poeta-----

    -----Le parole di Lucifero ‘…’ nell’anamnesi sono liberamente tratte    

                                           da una citazione di Pablo Picasso

 

 

liber primus

samael.jpg

 

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Profilo Autore: Dominique Noir  

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Commenti  

Lilith50
# Lilith50 08-09-2025 22:08
Ho una curiosità: quanto ti ha ispirato il romanzo “L’ombra del vento”?
Dominique Noir
# Dominique Noir 08-09-2025 22:14
...se ti dicessi che lo sento da te per la prima volta?
Lilith50
# Lilith50 08-09-2025 22:22
Il tuo liber è una storia dentro la storia di qualcun’altro, nell’autore in pratica. C’è una circolarità che mi piace troppissimo, è quella che nei film triller mi fa spaventare. Mi chiedevo se avessi letto il romanzo dell’autore spagnolo di cui, al momento, mi sfugge il nome. Sigh!
Dominique Noir
# Dominique Noir 08-09-2025 22:33
Mi hai incuriosito e l'ho cercato... Carlos Ruiz Zafòn, lo leggerò.
Ho cercato via via nel narrare di presentare il secondo libro L'autore del Tomo.
Il tuo "troppissimo" mi ha fatto un enorme piacere

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