All’estero non c’ero mai stato, anzi si, San Marino e il Vaticano sono esteri, mi dicono ! Ma diciamo che i confini catanzaresi li supero ogni giorno attraversando via Pistoia ed il Bronx. Si parte per Londra, dall’aeroporto di Lametia, che, a dire il vero, sembra una cosa seria, anche se non si chiama aeroporto di Catanzaro. Dei miei due compagni di viaggio (altri due ci aspettano la),uno è abituato a volare, l’altro meno, e me ne accorgo quando gli dico che, dalla parte del finestrino mi siedo io. Avrei voluto vedere Londra dall’alto ma quando arriviamo non si vedeva niente, sembrava il quartiere marina quando c’è la lupa di mare ! Il viaggio procede tranquillo. Quando passano le hostess per fregarti con qualche ordinazione si fa finta di chiudere gli occhi e di dormire perché non si accorgano che non ho nemmeno la strada per camminare ! Dopo tre ore, dove vidi solo nuvole, si atterra e pensai “finalmente Londra”. Col cavolo. Per arrivare all’accettazione ho dovuto percorrere a piedi un tratto come da l quartiere Marina a Santa Maria in mezzo a dei maledetti nastri. Quando arriviamo al controllo, all’amico mio inesperto gli cercano il pelo nell’uovo all’altro manco lo vedono. A me nemmeno, ma io sono stato fortunato perché mi è capitata una donna e forse è rimasta abbagliata dallo sguardo sexy di un playboy catanzarese. All’altra fila dell’accettazione vedo passare altri tre amici catanzaresi, Gianni, Luca e Vitaliano e non ricordandomi che non ero più nel nostro ambiente locale li gratifico con un “Oèèèè dove cazzo andate ?” Gianni, viaggiatore esperto, da lontano mi fa cenno di tacere ed io capii che la prima figura di merda me l’sono sparata ! dopo molti ok ok ok superiamo l’accettazione e la prima cosa che mi dice Gianni è “Ma che scarpe ti sei messo ?”. Avevo le nike di mio figlio, bianco candide. Gliele avevo fregate nottetempo. Ci rimango male specialmente se penso che lui aveva viaggiato con Luca che portava scarpe da tennis giallo-Catanzaro con tre strisce rosse. Un pugno negli occhi. Vitaliano è uno che a classe e a Londra è di casa come io in via Pistoia. Dopo un po’ di ok e pollice all’insù oppure un po’ di “Sorry” che dovrebbe significare “scusi”, che uso quando spingo qualcuno, ci avviamo a prendere la macchina. Niente a che vedere col pulmino all’italiana, qua, prima di dartelo ti controllano anche le mutande ! M’accendo una sigaretta e perfino Scotland Yard sembra allertarsi, perché devi fumare dove dicono loro, manco all’aria aperta. Dura da digerire, questa cosa, q1uando torno, a Roma, mi devo togliere lo sfizio di fumare e buttare la cicca per terra spegnendola con la punta della scarpa. Finalmente si parte. Siamo in sei, due davanti e quattro indietro, guida Luca. Purtroppo ha il vizio di voltarsi dietro per parlare e io lo invitavo a fare più attenzione a guardare avanti. Qui la guida è a destra, tutta un’altra cosa. Ma dopo un paio di rotatorie prese contro mano ti ci abitui. C’è un traffico notevole. Un tamponamento più avanti fa venti km di fila, gli inglesi sono flemmatici si sa. Loro si fermano, discutono, se la studiano e non gliene frega niente degli altri che aspettano. Tanto, qua, non c’è nessuno che suona e nessuno che gli grida “Levatevi dalle palle con queste macchine”, sono educati, dai, stile english. Dopo un paio d’ore passate a leggere i nomi di una ventina di squadre che io conosco per via delle scommesse sui cartelli stradali, arriviamo a West Ham. I miei amici esperti mi dicono che quello è un quartiere tosto e rischioso. Per la verità, a me sembra che il più pezzente di loro sia superiore ad un nostro nobile. Entriamo in un famoso pab e con il fisico non ci siamo. Immaginate che per fare uno come loro ci vogliono almeno cinque Luca messi l’uno sull’altro e uno sguardo che ti gela. I colori del West Ham sono per tutto il quartiere (quartiere un corno, vorrei Catanzaro, in quel modo).Si respira calcio dappertutto, come negli anni 70/80 , quando eravamo in serie A, lo respiravamo a Catanzaro, con un po’ di tamarragine in più perché noi siamo latini. La sera si va a Chelsea, zona di lusso. Io vado avanti a colpi di “ok Ok”, e una signorina per farmi capire che la mia stanza era la 106, me l’ha dovuto scrivere su un foglietto e si aspettava che io le rispondessi ok ok. Non avevo ancora compreso quanto grande fosse Londra, con quelle abitazioni, tutte le stesse, che piacciono tanto a Vitaliano e che io volentieri trasferirei a Viale Isonzo…grata compresa altrimenti gli fregherebbero pure le mutande ! La c’è il mondo, inutile, fiumi di birra e pab a non finire ed è tutto normale anche quando vedo due lesbiche baciarsi con la lingua. Ho visto anche due uomini che si baciavano, no, questo non è molto bello. Immagino cosa sarebbe successo davanti al ritrovo Mignon di Catanzaro se si fossero baciati li ! Il giorno dopo a Leicester. Come ospiti siamo trattati coi guanti gialli. Mi faccio avanti al buffet tra un sorry e uno spintone e mi riempio il piatto di rustici, da non aver realizzato cosa fossero. Quando chiesi dove andare per fumare a gesti, non volevo usare il termine smoking perché temevo fraintendessero che avevo bisogno dell’abito, le hostess mi dissero che potevo farlo solo nell’half time,la fine del primo tempo della partita che era già in corso. Allora mi recai sugli spalti a vederla. L’arbitro fu vergognoso ma, tranne qualche imprecazione tutti tacevano. Da noi, oltre a ricordargli i natali, gli avremmo ricordato parti anatomiche nella zona della testa. Stanchi, torniamo in albergo, però a me va ancora di girare. Mi dicono che Londra, a mezzanotte di domenica quella zona è morta. Vedeste a Catanzaro, alle cinque di pomeriggio, che movida che c’è ! Si riparte e subito impreco perché mi sequestrano il deodorante per le ascelle, un euro che saranno quattro pounds persi. Ma, a proposito, in Inghilterra non c’era la sterlina ? Quindi quei quattro pounds che mi hanno chiesto che…cosa sono ? Ciao a tutti…l’ultima “benedizione” va alla Telecom, non sapevo che per coloro che mi chiamavano ero io a pagare ! Ora ho la scheda vuota e dovrò spendere alti soldi.
Tratto e rielaborato dal diario di un capo tifoso invitato ad assistere ad una partita in inghilterra
Tratto e rielaborato dal diario di un capo tifoso invitato ad assistere ad una partita in inghilterra

Commenti
Ah, non eri tu il protagonista?.. Meno male, mi è preso un colpo per via di quel piatto di rustici: sai com'è, non avrei retto al fatto che potevi stare male!
Certo, se così non fosse stato, le hostess non avrebbero resistito al tuo sguardo da latin-lover, catanzarese per giunta!....
Dimmi quando vai all'estero che mi faccio trovare all'aeroporto...prrr rrrr!! .. Ciao Nì...^.^