Quando ti sembra di stare alla luce
con la tua faccia a pieno sole
di colpo scende il buio
e cerchi l'energia
smarrendoti , perdendoti.
A volte credi che un pomeriggio
fresco come un sogno che ti accarezza
non svanisca in una sera gelida
e resti pietrificato
interrogandoti , ascoltandoti.
Questo andare e venire
questo bianco e nero
è la vita
è l'imprevisto fluido che va impazzito.
Tu stai sempre al passo
rimani sul pezzo
e mangiati il miele.
Diventammo talmente complici che tu eri l’artefice dei miei successi con diverse ragazze che avrebbero voluto prendere il tuo posto nel mio cuore, lo facevi ben sapendo che nessuna di loro avrebbe mai potuto sostituirti, eri troppo bella! Una gazzella ai miei occhi. I miei amici erano gelosissimi del mio amore per te, non era facile, allora, avere una "di classe" come solo tu sapevi essere. So che qualcuno di loro volle metterti alla prova ma tu li facesti correre di qua e di là per poi lasciarli senza fiato. Ti portai con me anche quando andai all'università dove facemmo scintille, non di studio, ahimè, ma di divertimento, di vita. Poi successe qualcosa che cambiò totalmente la mia vita e la prima ad essermi sottratta sei stata tu. Non l'ho mai digerito ! Ho avuto altre come te, in seguito, della tua classe,quasi, e, ammetto, anche qualche tua sorella(perdonami !) ma non fu più così bello come con te. Avevo avuto ragione a considerarti unica ! Ormai gli anni sono passati per te ma anche per me e non posso darti che tanta ma tanta ammirazione e non posso che rinnovarti la mia simpatia di allora, peccato non se ne facciano più come te, mia cara Giulia.....Alfa Romeo.
di vittoria portante,
fiaccola
d’antropica essenza!
Come faro in tempesta
all’alba della vita
mi porta,
plausi univoci
rombano
nell’olympieion!
Come diurna torcia
rallegro e acconsento,
salve
adelfo equilibrio
come prodigo figlio
ti saluto!
Che sta succedendo ? Ucraina, Iraq, Siria ,Libia Israele, Afganistan ed altre . Non ce la facciamo proprio a non massacrarci a vicenda periodicamente. Quando l'homo “sapiens” uscirà dalla fanciullezza e smetterà di giocare alla guerra ? E mentre i bambini-adulti giocano, i bambini veri muoiono a migliaia di fame di stenti e di bombe. Molti di questi uomini-guerra chiamano il proprio Dio a testimone e protettore dei loro massacri; Immagino l'imbarazzo di questi Dei per essere chiamati in causa in queste losche faccende umane, e penso che passino il loro tempo ad escogitare nuovi gironi danteschi per punire adeguatamente i responsabili di questo scempio. La GUERRA, iniziata subito dopo la formazione delle prime due tribù di homo sapiens, centonovantamila anni fa, quando finirà ? Questi umanoidi, fruitori di un gioiello della galassia, non hanno fatto altro che costruire grandi città, grandi monumenti, grandi opere d'arte, per poi distruggerli con le guerre e gli attentati. C'è qualcosa di guasto nel nostro cervello ? Oppure siamo frutto di un esperimento ideato da entità alliene che, fallito con l'essere umano, proveranno con un'altra specie; per esempio la scimmia ?
Da lontano puoi giudicare
sputare sentenze
esporre le tue teorie
Da lontano puoi soffrire
urlare paure
prigioniera delle tue gelosie
Da lontano puoi illuderti
essere imparziale
senza slanci di emotivita '
Da lontano non e' come da vicino
vedi sfuocato
ti sembra piu' dolce la realta' .
osservando dalla finestra di Montparnasse, lasciando i corpi femminili delle muse di Picasso
afasiche, come i tasti d'organo crema, di un ribelle Beethoven, vicine agli amici rumorosi di Monet.
Arrivarono anche le sette sorelle di D'Annunzio a dar conforto, ma nei loro colli Modiglianeschi
non trovarono, verbi, parole, suoni, ragioni.
Le sveglie flosce di Dalì, non poterono farli rinsavire e nemmeno le pazze urla del meravigliato Munch.
A sostegno anche le thaitiane di Gauguin, sulle isole in fronte ai porti e nei giardini dell'eden di Hemingway.
Non fecero cambiare nulla, le plastiche figure di Man Ray e le composizioni del realismo vero di Duchamp.
Parigi chiama, lascia a bocca aperta; non si può guardare là e non dall'altra parte.
Non si può collegare questo e quello; non si può starle lontano.
Parigi, amante irrequieta, imprevedibile, irrefrenabile e sempre vogliosa.
Faro traente, guida stimolante.
Parigi, i più non sono riusciti a non ritornare, anche solo per guardare dalla finestra.
Mia piccola Vega,
hai già compiuto dieci anni e mi sembra giusto che tu cominci a conoscere qualche regola di buona creanza per poter vivere civilmente con i tuoi simili e per essere considerata, come si dice, una brava ragazza.
Durante questi dieci anni hai avuto più contatti con l’ambiente in cui vivi; ma fino ad oggi non ti avevo spiegato cos’è l’educazione, che non è una disciplina da imparare, ma un sentimento. Un sentimento che si fonda sul rispetto della personalità degli altri, mentre dallo stesso rispetto l’uomo ne trae dignità.
Il concetto, forse, potrebbe esserti poco chiaro ed allora ti dico di non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. In presenza di altri fai in modo che il tuo comportamento sia quello stesso che tu vorresti fosse assunto dagli altri davanti a te ed, infine, quando sei sola, pensa di comportarti allo stesso modo come se fossi in presenza di altri.
Se sentirai forte questi sensi, alla vita e alla società avrai reso un gran servigio.
Ricordati che tu potrai essere istruita, ma non molto educata. L’istruzione sollecita, comunque, l’educazione, ma le stesse sono indipendenti. Oggi vi sono molte persone istruite o intese come tali, ma il loro alto grado di cultura non sempre è in simbiosi con l’educazione.
Ovunque, nel mondo, l’uomo studia e tende sempre ad arricchire la sua mente, usando libri o mezzi di diversa sorta, però l’obiettivo è uno: l’istruzione. Così in ogni parte del mondo vi sono abitudini diverse e particolari modi di vivere, però ogni popolo tende al vivere civile, quindi all’educazione. Oggi vi sono tanti nuovi ricchi, anche istruiti, ma di educazione non vogliono saperne; anzi, talvolta, per la stessa hanno un gran rigetto. Certamente non hanno senso civico ed è meglio lasciarli nell’ambito, in cui stanno, avendo solo compassione di questa loro carenza.
Adesso, mia piccola Vega, ti darò alcuni consigli: il tuo vestito sia pur rattoppato, ma non sudicio; dopo qualsiasi lavoro o giuoco provvedi a pulirti ed a mettere in ordine le cose e te stessa; durante tutti i tuoi contatti con la gente, parla con moderazione, evitando frasi scurrili o vocaboli triviali o, peggio ancora, imprecazioni; mentre parli, il tuo sia un dialogo bilaterale, improntato sul rispetto delle idee altrui, nonché sulla discrezione; se vuoi vivere e costruire sempre meglio una società civile, agisci con sincerità e con disciplina, rispettando tutti; la cortesia sia il tuo bell’abito, che insieme con la generosità sarà ammirato ed apprezzato anche da chi conosce poche regole di educazione; impara molte lingue, ma non dimenticare mai il tuo dialetto, non tutti hanno la possibilità d’imparare un’altra lingua e forse anche la sola lingua italiana ( sarebbe un vero miracolo se tutti potessimo parlare una sola lingua ).
Mia graziosa figliuola, ti ho detto, forse, molte cose, ma tu potrai dilazionarle nel tempo; se qualche vocabolo ti fosse un po’ ostico, usa il vocabolario, il solo amico del tuo intelletto, ovvero dialoga con me, come fai.
Tuo padre Gino Ragusa Di Romano
Un caffè per svegliare i soporosi numerosi atti giornalieri
alcool che disinfetta l' anima e brucia bestemmie.
Fotomodelle ritratte di luce al neon camminano in bilico
è tutto finto è tutto un trucco
un circo animali inclusi.
Tram avanti indietro sempre la stessa strada
monotona
come la vita di un operaio invisibile su codesto viale.
In questo trambusto di emozioni
sorrido clemente alla mia vita
che velocemente brucia dinanzi a vetrine illuminate a festa
distrazioni distrazioni e distrazioni
finti artisti pavoneggiano arte sentita
come uno stitico sente i suoi escrementi
sul ponte che apre le gambe sulla ferrovia che è la salvezza
come la donna apre le gambe all' arrapato.
Quel sudiciume al mattino, l' odore di vomito e piscio
a me tanto gradito .
E poi quel gattino
che son già tre volte che mi compare davanti
sporco di vomito e piscio
ha gli occhi d' artista incompreso
e incomprensibilmente senza collarino
<< alla prossima ti porto su con me >>
l' ho rivisto il giorno dopo
giaceva sul ciglio di quella strada
che aveva le solite vetrine illuminate a festa,
le solite fotomodelle in bilico ,
il solito sudiciume, il solito vomito, il solito piscio
i soliti finti artisti sul solito ponte che apre le gambe
sulla ferrovia per scappare via ,
le solite distrazioni
forse a me tanto gradite.
anche se rinnegasti le tue parole
che sbeffeggiavano il parlar volgare e rozzo
della Roma del tuo tempo
tu, con alle spalle il fiume antico
vicino al palazzo di chi, di Dante è amante
mi hai portato nel quartiere
dove ho ritrovato Maria
Santa Maria a Trastevere
di marmi e travertino di Caracalla
mi ha rubato gli occhi, la vista, la luce
Con i suoi mosaici, lunette, pale
madonne e bambini, angeli e santi
mi ha fermato il respiro
mentre le donne con le lampade
mi han risvegliato l'amore per il barocco
e la sua devozione
Non posso che esser grato al poeta nominato
ricordando questo passo, tanto decantato
" da ste penne e sti libbri mmaledetti
ce vò ttanto a ccapì ccosa ne naschii?
Grilli in testa e un diluvvio de bbijjetti"
ho confuso
il cielo con il mare
e l'orizzonte non ha più una faccia
urlo... perché
ho chiesto agli alberi
di germogliare in inverno
ed ora hanno la fragilità dell'erba
con la falce,
urlo... perché
ho sussurrato al torrente
di credere d'esser fiume
e non rimane che acqua salmastra
ad imputridire rocce,
urlo... perché
ho persuaso la Luna
convincendola
ad esser la primadonna
nel mio teatro,
senza calcolare
le isterie capricciose delle sue fasi ,
urlo... urlo... perché
come giocatrice
ubriaca d'azzardo,
ho puntato tutto
sull'Illusione,
in una partita a scacchi
con la realtà
ed ora sono qui
vestita di stracci,
ad un incrocio
tra orgoglio e pietà
a mendicare follia.






