Come se il poeta fosse le sue liriche
la voce nella stanza, sola
si contrae, contorce panneggi
e le finestre slittano da altre finestre
si separa ciò che era unito
e si vive daccapo, si ri-respira il ritmo
-sono io che muovo i fili al pathos
e giro in tondo ai muri
non più perimetri
a un certo punto ci leviamo
vibrato ed arco
quanto più deciso è il vento
che strane cose porta
nell’altalena della persistenza

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