Quella camicia sgualcita
tornando a notte finita
e quello sguardo leggero
del pirata e il suo occhio nero.
La voce del pappagallo,
con l'osso di seppia in bocca,
gonfia il suo panciotto giallo;
ripete: “Sotto a chi tocca!”
Il mare è perso in un altro mare
e in pochi ci sanno camminare.
Quatto quatto il pirata va in cambusa,
sa che il primo dei furbi non l'ha chiusa,
sa che non sarà lui a chiedere scusa.

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