Immagine di mele raccolte per terra,
immenso giardino con alberi in fila
e cesti col odore di fieno che portano falce -
un ombra dietro l'albero di prugne che ride;
Appena mi festeggiassero e mi sentivo sola
come un bambino lasciato orfano nella stoppia
che stava cercando nel solco lungo, straziante
un conforto, una buona parola
e le labbra che sussurrano tenerezza.
Piangevo vedendo ogni autunno
come sola al mondo mi lasciavano
e seguivo l'auto lunga, luccicante
che indifferente li portava via in un istante!
Avevo solo il noce col ramo di pietra
che nido e conforto mi offriva -
consultavo la foglia la quale
sulla terra il sonno era andata a cercare.
E ogni autunno era inverno
perché amici d'anima cercavo
avevo nel cortile quell'angolo dove
mi rifugiavo, dagli occhi cattivi, lontana;
un solo amico mi parlava in notte anche
e mi portava con lui per rive del sogno
era un libro vecchio, abbagliante
raccoltato dai scaffali polverosi, grigi,
in fila chiusa.
Ma l'autunno odorava col sapore di vino,
e castagne, e uva, e noci, e sole
che riscaldava più sobrio, calmo
lasciandomi ancora dormire nel grande albero di noce
che avvolgeva mio corpo di bambino frettoloso
di crescere e di volare.
immenso giardino con alberi in fila
e cesti col odore di fieno che portano falce -
un ombra dietro l'albero di prugne che ride;
Appena mi festeggiassero e mi sentivo sola
come un bambino lasciato orfano nella stoppia
che stava cercando nel solco lungo, straziante
un conforto, una buona parola
e le labbra che sussurrano tenerezza.
Piangevo vedendo ogni autunno
come sola al mondo mi lasciavano
e seguivo l'auto lunga, luccicante
che indifferente li portava via in un istante!
Avevo solo il noce col ramo di pietra
che nido e conforto mi offriva -
consultavo la foglia la quale
sulla terra il sonno era andata a cercare.
E ogni autunno era inverno
perché amici d'anima cercavo
avevo nel cortile quell'angolo dove
mi rifugiavo, dagli occhi cattivi, lontana;
un solo amico mi parlava in notte anche
e mi portava con lui per rive del sogno
era un libro vecchio, abbagliante
raccoltato dai scaffali polverosi, grigi,
in fila chiusa.
Ma l'autunno odorava col sapore di vino,
e castagne, e uva, e noci, e sole
che riscaldava più sobrio, calmo
lasciandomi ancora dormire nel grande albero di noce
che avvolgeva mio corpo di bambino frettoloso
di crescere e di volare.

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