nei versi cinerei del tempo
tra le pigre piaghe dei solchi
degli eventi sordi e ostili,
ai riarsi gemiti
in quella ambascia
che m'investe monsonico
nel recinto spinato
prominente di cespugli
di rose assenti
al sorriso della lucente vita
nei miei limiti,
al confine della mia
intrinseca fede
volta alla radiosa speme
di quell'albore che mi veste
di lene intrepidezza
nell'oltrepassare l'acre sentito
del mio lungometraggio,
senza fine ai minuti
del mio irresoluto
destino ricamato
a punto ermellino
sulla pelle di seta del cuore
similare a pioggia di stelle!
Oh cuore mio sei dunque
foce di fiducia nell'avvenire?
Oh caro cuore mio
confidarmi flebile quanto ancor dovrò camminare
per non morire d'emblée
da greve manrovescio,
quando ostile vuol effigermi
sul viso mio riflesso
al propizio astro celeste
senza nebulose che offuschi
a rendermi buona sorte.
Cuor mio terso e impavido
nel cobalto respiro persuaso
da fulgida sterminata fiducia,
sussurrarmi ancora ti prego
quel segreto antico
che ancora e ancora
ti lascia risorgere
da torbide acque
lindo e cheto senza
fronzoli penduli d'incertezze,
a serrarti il sorriso
nella intima pozzanghera
che inghiottire ti vorrebbe!
Ragguagliami inarrestabile
all'invocarti del giorno
e sulle fauci della notte,
affinché di radiosa speme
al sapor di vaniglia
io viva chiara nell'amore
in serbo in grembo alla vita
che a sé mi intreccia,
per non lasciarmi sdrucciolare via
negli arroventati fondali
dai spigolosi enigmi
che inghiottirmi mi vorrebbe,
ed io per sempre ti loderò
come un dio d'oro
originato nel mio petto
unicamente per rendermi
libra nell'essenza d'anima
che designa il mio folklore.
SE FOSSI IO CAPACE…
prenderei la terra in spalla
per adagiarla dolcemente là
dove regna l'amore e la concordia!
Se fossi io capace…
parlerei ad ogni uomo della terra
per fargli capire quanto è importante
l'amore per l'altro invece di odiarsi e
per non distruggere la vita!
Se fossi io capace…
mi toglierei questa voglia
di prendere la terra in spalla
e parlare ad ogni uomo!
Ma resto ancora nella speranza
che il nostro Dio Misericordioso
nella Sua Immensa Grandezza
sia Lui capace…
di toccare il cuore dell'uomo
per convincerlo che la vita
è sacra e che l'amore
è il viatico insostituibile
per vincere e trionfare!
Il passato, a volte,
segna il corso del futuro,
così come la morte
ci insegna quanto il mondo è stato duro.
Il grande attaccamento a lei,
che con amor mi mise al mondo,
lo rammento, ancor oggi, a tutto tondo:
dalle chiamate, numerose, che ci facemmo
ai viaggi che da lei mi condussero
senza misurarne il tempo.
Le risate, le lacrime di gioia,
tolsero dalle nostre vite la parola “noia”
L’età, si sa, purtroppo comanda,
fino al punto che quei momenti gai
smettessero senza più risa e lai,
sottostando al destino che aldilà ci manda.
Da quell’istante, oramai senza ritorno,
mi lasciò al mondo solo con un ricordo.
Di lei rammento ogni cosa, ogni valore
che con disinteresse e con amor m’infuse:
di ogni consiglio feci tesoro,
come d’ogni ricetta col pomodoro.
Quando per lei la sua vita terrena fu finita,
a me che trattengo la sua morte nel cor
m’aiutò con la sua lontananza
a vedere roseo il futur della vita,
mantenendo per il doman la speranza
che nulla e nessun possa ostacolar
ogni mio intento e desiderio
perché la morte, nell’impossibilità d’ogni rimedio,
non potrà levar la gioia della vita,
naturalmente, fino a quando questa,
irrimediabilmente non sia finita.
si accalcano ombrose lungo i viali
checché l’Ottimismo si sleghi
in danze oniriche
- pronto ad issare pollici -
Un Mondo Migliore?
Quale futuro?
Non credo sia possibile
neanche con un nuovo Big Bang
Rema
l’uomo
verso la fine del mondo
- il lato strapiomba in ogni baratro -
e un senso di distruzione
affastella milioni di ossa
Aborro, persino
questa flebile idea
pronto a difendermi
per il prossimo olocausto
- Zero gradi di utopia -
Stasera
ballate pure senza di me
che io ho voglia di cantare.
Stasera capirò
se la mia voce e le parole
delle mie canzoni
avranno un posto tra i cantautori.
Stasera canto,
mentre si spengono le luci
e l’orchestra suona.
Stasera,
questi applausi sono mani
che mi portano su palchi prestigiosi,
come quello della città dei fiori.
Stasera, amore mio,
abbracciami più forte,
perché senza te
non avrei amore da cantare.
diverso per attesa,
emozioni.
Sentirai il cuore
più in sintonia
con l'ambiente,
gli altri.
Quel giorno porterà
realizzazioni di promesse,
aprirà porte di pace
e speranza.
Non ci saranno più
bombe e spari,
fughe e ricerche
disperate di rifugi,
ci sarà amore,
solo e sempre amore.
Vagavo avvolta da una trapunta di crucci,
alcuni cupi, taluni protervi, a sospirare
tra labbra serrate ricordi contriti.
D’un tratto un sibilo mi ha distolto, mi ha chiesto:
Perché le tue guance sono segnate da scie umide?
Perché non asciughi la salsedine che sgorga dalle tue pupille?
Prontamente ho precisato:
Non è pianto ciò che vedi, ma pensieri
che, liquefatti, mi hanno graffiato il cuore.
Impellente mi ha domandato:
Dunque perché non vedi il mare che ribelle s’infrange,
poiché non patisce per la frusta inflitta
da vento di Tramontana e ti nutri di cotanta forza?
E io solerte:
Sì che miro il suo candore e sazio gli occhi miei
con il suo audace sciabordio, ne faccio scudo d’ali
per non planare ma fluttuare tra nuvole idilliache.
Insistente ha continuato:
Perché non volgi il tuo guardo agli astri
che danzano sul manto nero
e riempi le pieghe del cristallino
di note fulgenti e sideree?
Zelante ho replicato:
Pregno è il mio volto d’ogni fiato di luce
emanato dai loro passi di danza
che leggiadri si imprimono in me.
Meravigliato allor m’ha detto e chiesto:
Quindi osservi il mondo, ne respiri la potenza vitale
eppure ogni dì sei assorta e china su righe bianche. Perché?
Ho risposto:
Perché mentre pettino e sciolgo nodi di interrogativi,
ascolto la mia più intima essenza, te anima mia,
e affido a esse il tuo dire cosicché giunga a chi vorrà allietarsi
con folate di emozioni prive di maschere.
Or che sai, non darti pensiero per la mia malinconia,
è un vaneggio tra ombre che sarà sfrattato con rivoli di poesia;
sospiri di luna, sbuffi di Zefiro, fiotti di spuma
sono complici del mio rapire al tempo fuggevole
l’oro dei tramonti, l’argento di Sirio, i bagliori di Eos…
così lesto sarà il naufragare delle mie pene nell’oblio.
di un bambino appena nato.
Ed è subito luce!
Dal cordone ombelicale,
ad un abbraccio caldo e materno,
in quella carezza che dona tepore.
La boccuccia profumata di latte,
e gli occhi ancora socchiusi,
mentre mamma e papà
si emozionano sempre di più.
Ed è così che un giorno buio,
diventa migliore.
Speranza,
un fiore
che puoi appoggiare tra i capelli,
soffiando su un petalo.
Ed ecco che una farfalla vola.
Si appoggia su di te
e come una fatina,
realizza i tuoi desideri!
I vestiti e la tua pelle
brillano sempre di più.
Sei un' anima pura e avvolgente,
pronta a scaldare il prossimo!








