Posso fare tantissimo male io
quanto basta per saper giocar
con le parole.
 
Posso salire sull'albero io
e scrutare oltre i confini,
fino a Riohacha.
 
Posso sognare di Aracataca
e misurare il tuo amore
con i carati del carrubo.
 
La Mauvaise Réputation,
Les Amoureux des bancs publics,
e il cimitero dei poveri du Py.

E De Andrè, e Michail Bakunin,
l'anarchia, Kropotkin, Malatesta,
e il fuorviante canto delle sirene.

E poi ancora José Arcadio Buendía,
Macondo, Melquíades, e Rebeca,
con il pollice infilato in bocca.
 
La mia infanzia, Marquez e Brassens,
e quei quattro impulsi primari
che mi hanno rovinato.
 
La nutrizione, la continuità della specie,
il saccheggio e la compassione:
il mondo è, e basta.

Posso farmi tantissimo male io
quanto basta per saper giocar
con i pensieri.

Perché come diceva Cioran, la vita,
più che una corsa verso la morte,
è una disperata fuga dalla nascita.

 
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Profilo Autore: Charlie  

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Commenti  

Falug
+1 # Falug 06-11-2013 14:59
Cento anni di solitudine possono far male. Cioran è un genio, e tu hai scritto una gran bella poesia.
nabrunindu
+1 # nabrunindu 06-11-2013 17:44
originale!
Alberto Automa
# Alberto Automa 06-11-2013 21:27
:-)

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