terra di passaggio,
marchio inconfondibile
di millenari scenari
ancora visibili di battaglie,
per conquista o libertà.
Inesorabile popolo sottomesso
veemente da nobili casati,
s'abbandona al baronato.
Pervasi da sentimenti servili,
scossi segretamente
da spirito ribelle,
sanguigno e coraggioso,
intenso affondar di lama
in sottil pensiero,
parole che han paura di uscire:
"Progredire".
Lasciatevi trasportare
dal vento caldo di libeccio
che soffia su antica
giovane Trinacria.
Imbrattatevi
della mia terra che brucia
sotto il vostro passo
par coglierne la radice
degli onesti che urlano
sul sangue, la libertà.
il muro del tempo
con il tuo passo
lento e goffo,
impaurito e titubante
a occhi lucidi
ma con in petto
il valore del tuo essere.
Errori commessi,
per via dell’irrazionalità
che al tempo
hai permesso di sopraffare.
Umile e in silenzio,
t’inginocchiasti
per chiedere scusa
all’anima andata.
Ai tuoi passi sapienti,
hai donato l’incoscienza
per sovrastare
l’attimo di smarrimento,
sorridendo in faccia al dolore ribelle
schiudendo le tue ferite,
col tuo imparare.
Affamato il mio giorno, sfamo
dalle note vibranti che strimpellano
nelle tue parole libere di dolcezza e violenza...
forse dure ma, pur sempre vere.
Ti sento vibrare se pur lontana
tra i tuoi silenzi titubanti.
Occhi di cristallo, mi tuffo
tre le emozioni vissute
se pur intrinseche di dolore,
mente d’acciaio,
la tua immagine mostri
tra le orme incise nella via,
dove un pittore scruta e trae
l’anima pittoresca della tua essenza
pura e leale verso la vita,
e col suo pennello infuocato
incide armoniosa la tela.
Ecco, semo a l’ennesimo Natale.
Ma, ar vede’ ‘st’atmosfera de festa
quante cose me vengheno in testa…
‘Sto giorno se dovrebbe scorda’ er male.
*
Ma a costata’ che er monno è innaturale;
ch’è diventato come ‘na foresta
si levi guera e fame che ce resta?
Nun ce resta più un cacchio! E tanto vale
*
-naturarmente a esse’ più che onesti-
ar vede’ tutta quanta ‘st’anarchia:
rapine, violenze, stupri, sequestri-
*
de chiedese: ’mbè, si ‘sta fetenzia,
pò dipenne’ sortanto da le vesti
farse e buciarde de democrazia?
***
N;B troppi partiti mettono la D sul proprio emblema
a significare "democratico"
ma gli vogliamo spiegare cosa significa "DEMOCRAZIA"?
Meglio rischiare l'estinzione che finire
dentro un quadretto incorniciato.
La farfalla più preziosa si è autodistrutta
per fuggire alla messa in scena
dell'ideale di bellezza di superficie.
Si è lanciata nel profondo di un cuore
sul letto dorato di una palude.
Gli uomini,
spesso,
in questa società fetente,
sono come i chicchi di caffè,
prima o poi vengono schiacciati,
sfruttati,
usati,
fatti ballonzolare e correre,
a più non posso,
dalle mode e dai condizionamenti;
rischiamo solo di essere macinati,
meglio ribellarsi,
fregarsene,
non muoversi,
stare in disparte,
non accettare,
fare di testa propria,
sempre meglio,
che essere,
solo chicchi di caffè.
Saltano i pensieri
divengono assurdi
tutta l'energia
assorbono
spossano
e spesso
il saldo di spirito e difese
azzerano
l'iniziativa s'ammoscia
e piano piano
muore.
Prima però ...
l'entrata in riserva
poteva esser vista
ma zona è stata fatta
di pesca e caccia
e contingentata.

Uccelli, uccellini e uccellacci!
Serpenti, serpentini e serpentacci!
Persone, personine e personacce!
In quale nido pensi di abitare?
Prima di rispondere, bada bene!
consulta la coscienza e non imbrogliare,
perché quello che dici tu, non vale niente
se alle parole poi, non fai seguire i fatti!
A questo mondo, male ce n’è già tanto,
il pianto ormai scorre più di un fiume,
non seminare ortiche se vuoi le rose,
ognuno raccoglie solo quel che semina!
soprattutto quand’essa prolifica
placando affanno proprio ed altrui.
Se esistessero ancora i mecenati
ora, forse, non sarei qui.
E allora dammeli!
O fautore di facile cultura!
Dammi i tuoi soldi
dammeli tutti
fammi assaporare
per qualche verso sputato dal fegato
i lussi e le ingordigie
che nonostante tutto ogni tanto già possiedo.
Ma dammeli sempre
affinché possa conoscere ancora meglio la noia
e uccidere anche quelli.

Farò un falò
di giorni persi in futili ricordi
pieni di inganno e falsi traguardi,
tra incomprensioni, discorsi spiacevoli
e sguardi ingannevoli.
Farò un falò
con finte maschere di sincerità
che han tradito e umiliato la mia onestà,
tra lunghe aspettative e giorni tristi
di amori non corrisposti.
Farò un falò
di tutta la falsa conoscenza
che ha inquinato e ostacolato
la mia adorata esistenza
con discorsi sterili pieni di incoerenza.
Farò un falò
delle mie solite incertezze
e dei tuoi umilianti pettegolezzi,
affinché io possa sottrarmi
dal peso infernale dei tuoi pregiudizi

Sulle scale del destino
non voltarti mai
su l'ultimo gradino;
nel percorso della vita
non abbassar lo sguardo
ad un passo dal traguardo.
C'è poco da sperare
se non provi a cambiare
il tuo modo di sbagliare;
c'è poco da dire
se non riesci a sentire
chi prova a farti capire.
Insomma,
c'è poco da fare, c'è poco da dire
se non riesci a capire
che almeno una volta devi reagire.
Non arrenderti a chi vuole domarti,
non rassegnarti alle nevrosi degli altri...

Che rabbia, che offesa,







