Sono le 20.29
e la dovrò raggiungere alle 21.30.
Il panico trafelato, ore di prova, di immaginazione,
di trucchi sciolti dal sudore.
Ore passate a mangiare mentine che provocano gastriti.
Il panico che annoda la gola,
tamburi disertori fuori dalle bande.
Voglia di portare maschere,
voglia di portare maschere.
Respiro:
lo fanno tutti gli esseri umani.
L'aria dentro, l'aria fuori;
l'aria dentro, l'aria fuori.
Alcalosi.
Lo prenderò come viene quello sbadiglio.
Ennesimo piano militare,
ennesima guerra che dura più del previsto.
Non esisto più,
o forse più che mai.
Sono un pezzo di legno
che si gonfia alla deriva,
che si infiamma se il mare è nero.
Il segreto era l'autoironia
ma glielo hanno spifferato:
ecco perché mi vedo passare nel canaletto
mentre aspetto alla ringhiera
a Porta San Pietro.

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