Lo risputò il nostro vecchio orizzonte,
di traverso una briciola di pane,
acqua e sete separate alla fonte,
e anche inerme sembrava avesse fame.

Un pudore gli nascondeva il volto,
come un figlio lo stringeva la riva;
si fermò il tempo restando in ascolto:
era una guerra e nessuno sentiva.

Sulla sua nuca giocava il destino,
bagnato senza aver mai fatto il bagno;
in mano teneva il suo cavallino

e sulla faccia era comparso un segno.
Qualcuno ha pure incolpato il cuscino
per questo incubo in mezzo ad un bel sogno.



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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Cla
+1 # Cla 04-09-2015 08:59
Tristemente bella. Quello che mi auguro è che dopo aver letto tante persone incolparsi o sentirsi in colpa per Aylan che poi questo riflettere duri più di un battito di ciglia ...perché se si amasse la vita e si riflettesse sempre sul suo valore al di là del fatto del bambino sulla spiaggia forse ci sarebbero meno guerre e nessun bambino morto.
nabrunindu
+1 # nabrunindu 04-09-2015 11:59
bellissimo sonetto per una tragedia immane, chissà quanti altri senza nome sono andati via così...povera gente...
paolo di cristofaro
+1 # paolo di cristofaro 04-09-2015 22:48
tragicamente bella, che tristezza infinita.... l'umanità è a un grande bivio!

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