In
questo
bouquet
avvizzito
da tante
illusioni
e pochi
gesti,
tu
non
puoi più
distinguerli
i miei
occhi
ciclopici
che seccano
per la fatica;
tu non puoi
più vederla
la mia seta
leggera,
la tela
che
si allunga fra
lo stigma rosso
dello zafferano
e la spiga viola
della lavanda.
Io che ti amo
la custodirò
nel chiuso
del fidato
bozzolo,
questa
tua
anima,
quest’ultima
goccia di rugiada
che chissà se basterà
per poter superare
la vasta e vuota
notte.
E
se
dopo
il buio
ritornerà
a schiarire,
come un ragno
cucirò altro amore
sulla tua pelle soffice,
e consegnerò al tuo corpo
quello spirito ramingo
che appena scappa,
già gli manca
casa.

Commenti
Ciao... ^.^
È tutto così precario..
Grazie Giò
Charlie