Prima che il giorno finisse,
e si spegnesse la tua solare luce,
avrei voluto dedicarti mille parole,
ma le stelle le hanno rapite.
Tra i sogni ho perso la matassa,
il filo d’un discorso,
che, legato alle ali della fantasia,
ora parla alla luna.
Al tramonto, ti aspetterò domani,
oh mio sole,
in un giardino tra primule e viole,
e insieme ascolteremo,
dalle stelle nascenti, le rapite parole,
mentre la luna, del filo,
ti offrirà quel bandolo, smarrito tra i sogni.
Tu tenderai le braccia, e accoglierai,
come un abile arcolaio,
le mia matassa ed io per te,
raccoglierò quel filo di seta,
intreccio di gaudio e speranza.
Domani con te lo porterai,
e, raggiunta la più alta vetta,
coi tuoi caldi raggi, lo regalerai al mondo,
e una, pur se piccola dose, generosamente,
anche al mio cuore, dal ritmo danzante.

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