Dentro una roccia
incontaminata
da secoli Tu stai.
Bellezza sublime,
gli occhi al cielo,
le mani unite
in segno di lode.
Così accogli i tuoi figli,
nelle visceri del monte.
Quale padrona di una reggia,
appari pian piano,
alla vista di quanti
penetrano dall’antica e
austera scalinata.
Sei immersa
nel più profondo silenzio,
ove i sensi ritrovano pace
e unico e melodioso suono
le gocce delle stalattiti,
che incessanti,
segnano lo scorrere del tempo,
cadendo dentro giare
che giammai traboccano.
Accogli quanti
a te accorrono,
con fede e devozione.
Al tuo cospetto,
giovani, a giurarsi l’eterno amore,
pargoli, col capo chino,
a ricevere il primo Sacramento,
cuori afflitti da tanti affanni,
solo per chiedere una “Grazia”.
Dagli occhi di tutti,
inesorabile sgorgano lacrime,
che unendosi alle stesse gocce
filtrate nella grotta,
si confondono,
rendendo più celato ma libero
ogni sfogo.
Chi per la prima volta
s’affaccia al balcone,
ammette che il Paradiso
esiste davvero,
e da lì se ne riparte,
lasciando come pegno
di un presto ritorno,
un pezzetto di cuore.



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LA MIA LODE E LA MIA LIETA GIORNATA.
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